Bollette “salate”, il Movimento Civico per Tarquinia chiede l’intervento del Sindaco nei confronti di Talete spa

NewTuscia – TARQUINIA – Riceviamo e pubblichiamo. È di questi giorni la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di sedici dirigenti Acea, tra cui l’attuale presidente di Talete, per gli inopportuni prelievi idrici effettuati in violazione alla concessione rilasciata ad Acea Ato2 e che hanno provocato la sostanziale riduzione del livello del Lago di Bracciano con gravi ripercussioni sull’ecosistema naturale protetto del lago stesso.

Nell’ambito ATO1 (gestito ricordiamo dalla Talete Spa, società partecipata da Enti Locali tra cui il nostro comune) molti Sindaci e relative amministrazioni considerano il sistema manageriale Acea S.p.A. la strada giusta alla quale vogliono condurci cedendo, di conseguenza, la gestione delle risorse naturali all’azionariato di borsa.

A tale scopo vogliamo ricordare che l’Acea Ato2 S.p.a. come tante altre società private non gode di buona salute e molti Sindaci dei territori dalla stessa gestiti stanno protestando per le bollette con importi stratosferici che stanno pervendo ai loro concittadini, tra l’altro lamentando anche la pochissima chiarezza nella modalità di applicazione delle tariffe. L’omessa informazione ha tra l’altro configurato la condotta del Gestore come abusiva e vessatoria, sanzionata anche dall’AGCM.

In virtù di quanto sopra ricondotto, crediamo che la strada giusta che molte amministrazioni intendono intraprendere per la gestione dell'”acqua pubblica” non sembra proprio essere quella dell’azionariato.

Chiediamo pertanto al nostro Sindaco in virtù di quanto sopra esposto di:

– intervenire urgentemente nei confronti di Talete Spa prendendo posizione a difesa dei suoi concittadini;

– richiedere l’immediata riduzione delle bollette dell’acqua;

– redigere formale domanda di protesta con tutti i Sindaci dell’ATO1 alla Regione Lazio affinchè venga applicata la Legge 5/2014 (l’applicazione della stessa consentirebbe l’accesso ai finanziamenti pubblici e il ritorno ai Comuni  sulla scelta di gestione del servizio idrico).

Cari amministratori tutti… se la condotta sulla mala-gestio dell’acqua pubblica attuata fino ad oggi nella Tuscia non è da ritenersi abusiva e vessatoria significherebbe che i consumatori tutti sono alla totale ed esclusiva mercé di chi “impone” un servizio a opinabili condizioni!

Un servizio di estrema necessità come l’acqua DEVE essere erogato correttamente e allo stesso modo DEBBANO essere applicate le relative tariffe di riferimento.

Il Movimento Civico per Tarquinia