Asd Brasile sport club, una realtà di sport e integrazione a Roma. Parla Maria Pereira

Marcia Sedoc

NewTuscia – ROMA – Oggi parliamo di un’importante realtà sportiva e della solidarietà che è attiva nella capitale: la Asd Brasile Sport club.

Maria Pereira, lei è la  presidente dell’ Asd Brasile sport club a Roma: com’è nato il vostro progetto? 


“Ho sempre amato il calcio, ho giocato in Brasile fino all’eta di 23 anni, ho smesso quando ho scoperto di  essere incinta.  Poi sono stata sempre in mezzo al calcio, mio fratello giocava, il padre di mio figlio giocava e anche mio figlio ha imparato qui a Roma. Poi sono diventata procuratrice sportiva Figc, sono entrata anche al calcio mercato perché ho negozianto un giocatore della squadra del Santos (Brasile). Ho portato dei ragazzi brasiliani per fare provini qui in Italia, il mio sogno é stato sempre di poter fare interscambio tra giocatori italiani e brasiliani: amo il calcio e, alla fine, ho messo in pratica il progetto d’inaugurare una Scuola calcio in Italia con il nome del Brasile”.
Il 29 febbraio c’è stata l’apertura della scuola calcio per i ragazzi speciali con sindrome di Down e per la squadra femminile: ci racconti com’é andata e dove si trova?

“Sì, è stato un bellissimo evento. Abbiamo potuto organizzare una bella partita di calcio con i ragazzi affetti da sindrome di Down insieme a 3 personaggi pubblici: Alberto Mezzetti, vincitore del Grande Fratello e nostro testimonial, Emanuele Mauti, giocatore di pallanuoto della squadra di Latina e Alberto Calabrese, tronista di Uomini e Donne e anche lui protagonista al Grande Fratello. Hanno partecipato anche i ragazzi della Scuola calcio polisportiva Ostiense con Maurizio Esposito, consigliere del I municipio Centro storico di Roma. L’evento è stato patrocinato da Roma Capitale”.

Quali sono stati i danni che ha procurato il Coronavirus alla scuola? E che progetto avete previsto per il futuro?
“Abbiamo inaugurato il progetto e, dopo una settimana, è successo che hanno chiuso tutto per colpa del Coronavirus, tutto fermo, tutti i progetti sono stati sospesi. Dovevamo essere ad Amsterdam per partecipare al torneo “Amsterdam no limits 2020” per i ragazzi con sindrome di Down, evento organizzato dalla mia vicepresidente Marcia Sedoc, in cui dovevano venire 100 atleti da Barcellona, Brasile, Italia, Francia. Attendevamo anche atleti della polisportiva Olimpia Onlus, terza classificata al torneo “Brasile no limits 2019”.
Per ora è tutto fermo ma, appena l’emergenza Coronavirus sarà terminata, ricominceremo con tutti i progetti: la Scuola calcio femminile, il beach soccer, il beach volley, le lezioni di samba, di ballo del Perù, capoeira e l’ippoterapia per i ragazzi del progetto “Sport Come Amico”. Il centro sportivo si trova in via Lungotevere Dante 3/5, zona Marconi/basilica San Paolo, presso Polisportiva Ostiense. Le iscrizioni per la Scuola calcio femminile inizieranno tra pochi giorni”.
Come passa le sue giornate con il lockdown?
“Veramente sto approfittando dello stop forzato per creare delle mascherine: ne ho già regalate 50 alla comunità brasiliana e a quelli che hanno bisogno. 35 sono state regalate ai ragazzi con la sindrome di Down in Sardegna e ad altre persone in Italia. Ai ragazzi con sindrome di down ho iniziato a insegnare la mia madre lingua portoghese così, per il torneo internazionale ‘São Paulo no limits’, loro già avranno imparato a comunicare  sarà per me una gioia donargli il mio tempo. Ogni minuto che sto insieme ai ragazzi imparo qualcosa di bello e ad essere una persona migliore: ringrazio questi meravigliosi ragazzi che mi fanno sentire una donna realizzata”.