“Primo Maggio: la data del diritto al lavoro, la data per uno stato sociale!”

NewTuscia – TARQUINIA – Riceviamo e pubblichiamo. Uniti si vince e crediamo che da qui dovrà ripartire il progetto di una nuova Italia e di una nuova Europa.

Gli italiani tutti, indistintamente, dovranno riuscire a cambiare l’Italia e l’Europa, i governatori italiani ed europei dovranno iniziare ad agire con il buon senso del padre di famiglia. Dopo questa grave realtà pandemica che ci sta mettendo a dura prova, dovremo, tutti insieme – lavoratori e imprese – sforzarci nel ricercare quell’unione che, per troppo tempo, è mancata… riprendere coscienza nell’essere complementari gli uni per gli altri.

Noi tutti potremmo essere il cambiamento!

Il Primo maggio non è una data qualsiasi, è la data dove si evienzia il valore di un’occupazione dignitosa. Senza lavoro rimane incompiuto il diritto di cittadinanza.

La parola lavoro è sinonimo di “dignità”, è un diritto sacrosanto e i diritti dei lavoratori sono tra i principi cardine della Costituzione Italiana, sono i fondamenti identitari e programmatici del rispetto dell’uomo.

Siamo lontani dal 1 maggio 1886 e dalla rivolta di Haymarket. Dopo tale evento, la società italiana, anzi mondiale, si trova dopo ben 134 anni a rivivere un periodo tanto buio e difficile.

Non permettiamo a nessuno di regredire! Anche se in realtà tale fatto è già stato perpetrato.

La riforma per l’annullamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ironia della sorte, fu realizzata da un governo di centro-sinistra. Fu un grave errore, fu un colpo alle proprie radici. L’intera storia del 1° Maggio e il suo valore si erige a difesa dei lavoratori, dei ceti popolari, dei soggetti più deboli, con l’obiettivo di garantire la libertà, l’uguaglianza e lo stato sociale. Valori e categorie del tutto ingannate da chi li avrebbe dovuti difendere.

I concetti cardine della ribellione operaia sono stati la piena occupazione, la riduzione dell’orario settimanale, la sicurezza e la stabilità del lavoro soprattutto per le donne e per i ragazzi, il compenso salariale equo e il diritto ad una vita dignitosa. Una parte di questi traguardi furono raggiunti nel primo Novecento e, ad oggi, sembra che stiamo parlando già di preistoria.

Poi la dittatura fascista che uccise tutte le libertà e ogni diritto!

Dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda guerra mondiale arrivò la Repubblica, la democrazia, la libertà, il boom economico, lo stato sociale e le tutele dei diritti dei lavoratori. Furono superati tanti ostacoli fino al crollo della Prima Repubblica nei primi anni ’90. Conseguenza? Un nuovo periodo ricco di speranze e di delusioni!

Modernizzazione, progresso, uguaglianza andarono fuori sincrono. Il centro-sinistra, in particolar modo, perse la bussola apparendo come l’espressione dell’élite e non più dei ceti popolari.

“La sinistra vince quando fa il suo mestiere”.

Ecco il popolo italiano a cosa è stato sottoposto per poco più di un secolo, a mille altalene, docce calde e docce fredde, alti e bassi, sacrifici e rinunce e, a oggi, una pandemia di portata mondiale, ancora una nuova messa alla prova.

Questa volta però facciamoci trovare più preparati e più capaci, dimostriamo di aver capito che, tutti insieme, rialzeremo la testa per l’ennesima vittoria! Ciò sarà possibile soltanto se riusciremo ad ammettere i nostri errori e quando capiremo che soltanto “uniti si vince”.

Buon 1° Maggio a tutti!

Il Movimento Civico per Tarquinia