Il presidente dell’Associazione Lirica sul Tevere chiede misure di sostegno per le istituzioni culturali

NewTuscia – ORTE – Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo l’appello del presidente dell’Associazione Culturale Lirica sul Tevere, Sandro Pecorelli, indirizzato al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini e al presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti.

Di certo, nessuno si sarebbe mai aspettato quanto sta avvenendo, sia in Italia che nel mondo, neanche il migliore sceneggiatore di thriller. Per il nostro Paese è un momento estremamente difficile e sicuramente il più drammatico dall’ultima guerra.

Soltanto la coesione tra tutti, il grande senso civico che dobbiamo avere e la voglia di ripartire quanto prima e più forti di prima, potrà essere la medicina giusta per affrontare e curare questo mostro Covid-19.

Un grande plauso mi sembra doveroso rivolgerlo alle migliaia di persone che, nelle più disparate categorie, a partire dai medici, sono in prima linea per combattere questo tremendo virus mettendo in pericolo la loro vita per salvare la nostra.

Questo disastro epidemico sta mettendo in ginocchio l’intera economia nazionale, regionale e di ogni piccolo comune. L’arte e la cultura stanno subendo un danno immenso, senza però considerare che sono e saranno sicuramente un volano fondamentale per la ripresa del Paese.

Gli enti lirici, i teatri di prosa, i concerti negli stadi, i vari festival, le accademie e le scuole di danza e di musica sono in questo momento completamente bloccati ed anche, di conseguenza, tutte le figure professionali che ne fanno parte come: produttori, agenti, autori, musicisti, arrangiatori, danzatori, performer, attori, cantanti, registi, coreografi, scenografi, costumisti, tecnici, trasportatori, sarte, arredatori, truccatori, grafici pubblicitari, uffici stampa, personale dei teatri, amministrativi, allestitori, sartorie teatrali, insegnanti e tante altre figure che ruotano nel settore dello spettacolo.

Tutto il mondo dello spettacolo dal vivo e tutte le iniziative culturali più piccole create dalle associazioni culturali come rassegne, rievocazioni storiche, sagre, sono state azzerate e rischiando di non poter riprendere.

Sento parlare di ripartenza, e sembra che il settore che abbia più urgenza di riprendere sia il calcio, ovviamente più per un forte motivo economico che per amore dello sport (degli altri sport si sente parlare davvero molto meno).

Nessuno parla del settore dello spettacolo dal vivo, se non in minima parte, per il quale sembra diventi impossibile trovare una soluzione; sarà quindi forse lultimo settore a ripartire, mentre migliaia di persone e famiglie faranno la fame, senza una speranza per una ripresa in tempi brevi.

Non dimenticate mai che il nostro “mondo fatato” ed effimero, come spesso viene considerato, è il palcoscenico più prestigioso d’Italia, ricco di talenti, di bellezza, di bravura, di creatività, di esclusività, di eccellenze, che da sempre annovera grandi nomi che sono il fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo in tutti i settori, dalla musica al canto, dalla danza al cinema, dalla prosa alla creatività di registi, scenografi, costumisti, coreografi, sceneggiatori eccetera.

Tutto questo sta velocemente piombando in disgrazia, in un baratro spaventoso, con pochissime speranze che si torni presto alla ribalta, anche per soddisfare le richieste del grande pubblico

Voglio però puntare l’attenzione delle istituzioni su un’altra piccola categoria, anche se di nicchia, le associazioni culturali, essendo presidente di una di esse, che sono forse un sottobosco nel grande mondo della cultura ma nello stesso tempo fucina in tutta Italia di iniziative culturali e artistiche di grande valore e rispetto, spesso sostenute soltanto da piccoli sponsor locali.

Associazioni che tengono vive le tradizioni dei territori che altrimenti andrebbero perse o, come nel mio caso, che danno vita ad eventi come concorsi lirici internazionali e festival; associazioni che stanno intravedendo una grave crisi che potrebbe diventare irrecuperabile, rendendo vani anni di lavoro, di sacrifici e investimenti.

Mi rivolgo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Cultura Dario Franceschini, al presidente di Regione Lazio Nicola Zingaretti: siete fortemente chiamati a tutelare il nostro mondo dell’arte e della cultura, senza assolutamente dimenticare le associazioni culturali, a snellire quella polverosa burocrazia che ostacola anche le iniziative più interessanti e prestigiose, a predisporre fondi di sostentamento anche per le associazioni culturali, senza porre troppi vincoli per l’accesso ai finanziamenti, come ad oggi.

Dateci la possibilità di non estinguerci e di continuare, invece, il nostro operato. Se muoiono le associazioni, che per la crisi ora non possono neanche essere sorrette dagli sponsor locali, moriranno le tradizioni locali e regionali, che sono un fondamentale bagaglio culturale del nostro passato e che comunque creano ricchezza, turismo e sono un volano importante per le economie locali e nazionali nel loro insieme.

La mia associazione farà il possibile per sopravvivere, andare avanti e, quando sarà possibile, rendersi utile a sostenere la nostra sanità locale, devolvendo ciò che potrà; a voi amministratori, da artista e presidente di associazione, chiedo di mettere all’ordine del giorno la ricerca di soluzioni per le associazioni culturali, avendo anch’esse il diritto di essere sostenute, cercando di velocizzare la ripresa del nostro Paese.

Viva la cultura, viva lo spettacolo, viva l’Italia.

Sandro Pecorelli

Presidente associazione culturale Lirica sul Tevere