Cgil e SPI Civitavecchia Roma Nord Viterbo: “La crisi del covit 19 e i servizi socio-sanitari: urge pensare a cosa fare nella fase 2 nei Comuni di Cerveteri e Ladispoli”

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo. Il corona virus purtroppo ha messo tutti noi in seria difficoltà, mostrando la sua pericolosità e contagiosità che lo contraddistingue e che può diventare letale.

Un virus che ha travolto il nostro vivere quotidiano ma anche e soprattutto i nostri ospedali, i nostri servizi sociosanitari ed anche educativi.

Per questo va ripensato a come rispondere ai bisogni delle persone soprattutto più fragili, anziani, disabili ma anche ai bambini in famiglie con difficoltà, e alle donne in condizione di pericolo per abusi e violenze in ambito familiare.

Un ripensamento che deve riguardare anche il mondo del lavoro, riferito a questo ambito, come gli operatori socio sanitari, educatori, pedagogisti, assistenti sociali, psicologi che rischiano decurtazioni dei loro compensi, riduzioni dell’orario di lavoro, cassa integrazione, se non addirittura il licenziamento, tenendo ben presente che nel Distretto Socio Sanitario di Ladispoli e Cerveteri si tratta di un numero considerevole: circa 200 addetti.

La Regione Lazio, per accompagnare questo processo di trasformazione e di riorganizzazione dei servizi dell’intero settore sociale e socio sanitario, ha provveduto con una Delibera del 7 aprile (nr

171) all’approvazione di un Protocollo d’intesa, per dare attuazione all’art. 48 del decreto legge nr. 18/2020. Con il protocollo, sottoscritto dall’Anci (rappresentanza dei comuni), il Terzo settore (associazioni e il mondo della cooperazione), le Organizzazioni Sindacali più rappresentative CGIL CISL UIL , SPI, FNP, UILP, (pensionati) e le rispettive categorie del Pubblico Impiego, sono state  date importanti indicazioni ai comuni ed ai distretti sociali.

Questo protocollo nasce dalla necessità di cogliere l’emergenza e l’urgenza sia di rispondere ai bisogni della popolazione più fragile, bisogni aumentati con la pandemia, sia di mantenere i livelli occupazionali del settore. Cosa fare? Individuare nuovi servizi ( per es. urgente è la tele/assistenza per gli anziani, numero verde per le emergenze, rafforzamento del pronto intervento sociale e del servizio sociale professionale…), trasformare e potenziare quelli esistenti (assistenze domiciliari, riorganizzazione delle attività dei centri diurni, attivazioni di laboratori on line, accoglienza donne vittime di violenza, etc.). Come? Avviando un processo di co/progettazione tra tutti i soggetti indicati: associazioni, gestori dei servizi, Comuni, Distretto Socio Sanitario della ASL come previsto nel protocollo citato, una nuova programmazione, utilizzando al meglio i fondi comunali e regionali. Tale progettazione mette anche a riparo tutti i lavoratori del settore per i quali nel Protocollo viene individuata una salvaguardia economica ed occupazionale.

Per questo la CGIL e lo SPI (Sindacato Pensionati Italiani) chiedono con urgenza un incontro ai Sindaci ed agli assessori di Cerveteri e Ladispoli per avviare con urgenza la seconda fase di questo periodo inedito iniziato i primi di Marzo.

Noi siamo disponibili ad incontrarci in videochiamata, così come pensiamo siano disponibili tutti  gli altri soggetti previsti nel protocollo, siamo altresì certi che tutti condividano e siano pronti a riempire di contenuti, un nuovo piano per migliorare i servizi, fronteggiare la crisi e rilanciare il settore.

CGIL Camera dLT
Stefania Pomante

SPI-CGIL Miranda Perinelli –
Mara Caporale Civitavecchia Roma Nord Viterbo