La regione Lazio sta organizzando la fase due: il faro sarà il distanziamento sociale

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – La parola d’ordine è farsi trovare pronti: quando si allenterà il lockdown e negozi e fabbriche potranno riaprire, il Lazio dovrà già essersi organizzato per far rispettare le norme di sicurezza e di distanziamento sociale, e le città dovranno di conseguenza reinventarsi.

“Il faro sarà il distanziamento sociale”, dunque contingentamento degli ingressi nei supermarket, pannelli in plexiglas davanti alle casse e anche nei taxi, per separare i sedili posteriori dagli anteriori, l’obbligo del disinfettante per le mani in tutti i locali commerciali.

Per questo il 14 aprile  nel Lazio non sono state riaperte le librerie, ed il governatore Nicola Zingaretti ha convocato in videoconferenza le associazioni di categoria: già dal ‘giorno 1’ “la riapertura dovrà avvenire con la massima sicurezza per chi produce e la massima sicurezza per chi consuma” ha sottolineato al termine dell’incontro.

Vaccini a over 65 e test sierologici. Con la ‘frenata’ del contagio che sembra ormai un trend consolidato, ad oggi attestato al 3,9% con 151 casi nell’ultimo giorno, nel Lazio ci si prepara alla seconda fase dell’emergenza coronavirus, quella che guarda alla ripresa economica, ma anche ad attrezzare la macchina sanitaria all’autunno.

Dunque da una parte sostegno ad imprese e lavoratori e dall’altra test sierologici e vaccino antinfluenzale a determinate categorie: per il primo fronte la Regione ha già stanziato 230 milioni per imprese e famiglie, garantendo linee di credito per 500 milioni.

Per le misure di lotta al  contagio entro si attende domani giovedì 16 aprile un documento sui test rapidi elaborato da esperti dello Spallanzani e di Tor Vergata che fornirà indicazioni validate scientificamente su quali esami, sulla modalità e sulle categorie a cui farli prioritariamente. Si parla di vaccini da somministrare agli  ultrasessantacinquenni e test sierologici.

Per i tanti lavoratori e studenti pendolari che confluiranno anche se gradualmente ogni mattina verso la capitale allo scattare della fase 2, si stanno predisponendo specifiche misure di riorganizzazione del trasporto pubblico e di prevenzione sui mezzi pubblici, con containgressi per distanziamento tra i passeggeri. Verranno allestiti dei controlli con personale  ‘containgressi’ sui mezzi pubblici e segnaletica a terra sia alle fermate che su bus e metro per indicare la distanza da mantenere.

Sono le ipotesi emerse in questi giorni durante una riunione in Campidoglio sul trasporto pubblico in vista della Fase 2 e di una progressiva riapertura delle attività in città. Secondo quanto si è appreso si è pensato alla necessità di contingentare le presenze sui mezzi per mantenere la distanza droplet: per questo i passeggeri su metro e bus saranno limitati.

In particolare sulle linee a più alta affluenza , quelle che attraversano vie periferiche importanti, si è pensato all’ipostesi di personale ‘containgressi’, ovvero la possibilità di destinare del personale Atac per contare gli ingressi e le uscite dei passeggeri all’interno degli autobus. Inoltre si starebbe valutando anche l’uso di una segnaletica particolare a terra sulle banchine, dentro i vagoni della metro e sui mezzi di superficie, che indichi ai passeggeri la giusta distanza da tenere.