Coronavirus e commercio internazionale: rivolgiti alla Cciaa per ridurre il rischio di contenziosi

NewTuscia – TERNI – Efficienza e affidabilità sono le due principali credenziali che sfruttano le nostre imprese quando si muovono sui mercati internazionali. Ma la reputazione delle imprese italiane potrebbe subire una grave compromissione a causa dell’emergenza Coronavirus, che di fatto, sta comportando ritardi nelle consegne per numerose imprese con il rischio di generare pericolosi contenziosi tra clienti e fornitori.

Per questo il  Ministero dello Sviluppo economico ha assegnato in questa fase un compito preciso e importante alle Camere di commercio, quello  di attestare la “causa di forza maggiore” in caso di ritardi nelle consegne internazionali, tutelando in questo modo le imprese alle quali oggi l’emergenza sanitaria non consente di rispettare i contratti di fornitura ai clienti esteri. La Camere di Commercio di Terni può quindi certificare, a richiesta anche in lingua inglese, di aver ricevuto una dichiarazione da parte dell’impresa di non essere stata in grado di adempiere agli obblighi contrattuali precedentemente assunti per motivi imprevedibili e indipendenti dalla propria volontà. Già diverse imprese a Terni hanno fatto richiesta di attestazione che la Camera di Commercio è in grado di rilasciare nel giro di 48 ore.

La richiesta deve essere inviata via Pec all’ente alla mail cciaa@tr.legalmail.camcom.it

L’obiettivo è quello di prevenire danni immediati alle imprese nazionali che si troverebbero nella condizione di subire la risoluzione dei contratti, con pagamento di penali e mancato rientro dai costi della commessa già sostenuti”, precisa il Segretario Generale Giuliana Piandoro.

“Quello che sta emergendo – spiega il Segretario generale della Camera di Commercio di Terni, Giuliana Piandoro–  è che per le imprese italiane l’emergenza sanitaria e le restrizioni imposte, sono partite prima rispetto ad altri Paesi, pertanto non è sempre facile addurre, (per i contratti in essere o per quelli stipulati nei primi giorni di emergenza sanitaria) come motivazione di eventuali inadempienze contrattuali “la forza maggiore”, inoltre a volte i contratti non sono ben strutturati oppure è il caso di Pmi che operano senza contratto formale “. “Consigliamo pertanto di instaurare comunque un dialogo franco e tempestivo tra cliente e fornitore per prevenire rischi di incomprensioni, litigi ed eventuali contenziosi”.