Luciana Billi: “La scuola non sarà più come prima”

ACQUAPENDENTE – “La scuola non sarà più come prima”. Luciana Billi, dirigente scolastica dell’Omnicomprensivo del paese dell’alta Tuscia racconta a SuperAbile com’è cambiata l’istituzione al tempo dell’emergenza sanitaria.

Il modo per trovare un compromesso tra normalità e novità risiede, nella capacità dell’uomo di adattarsi ad ogni situazione e di trovare un equilibrio anche nelle avversità più estreme (dal Giornalino Giravoce dell’Istituto di Acquapendente)

“Non sarà più come prima – aggiunge la Dirigente – è un pensiero che non  mi lascia. Non sarà più la stessa scuola, non saremo più le stesse persone. Non è una riflessione devastante, negativa, è la certezza che il momento drammatico che stiamo vivendo, lascerà semi di rinascita, saremo diversi ma migliori. I ragazzi non saranno gli stessi. I docenti, noi tutti educatori, anche se con ruoli diversi, non saremo più gli stessi. Il covid-19, questa strana sigla, ha stravolto le abitudini, la quotidianità, le priorità. Stiamo scoprendo e apprezzando i colori della vita, il piacere di una stretta di mano, di un abbraccio, del dirsi “buongiorno” all’ingresso di scuola, magari con una pacca sulla spalla, di ascoltare gli schiamazzi dell’intervallo. Ma anche, di trovarsi il pomeriggio, di passare una serata in pizzeria, di fermarsi per strada a parlare con un amico. Ci manca tutto questo.

Abbiamo però scoperto  il piacere di fare comunità oltre la presenza fisica, abbiamo trovato nel gruppo la forza di condividere e  “pensare positivo”, abbiamo capito che nelle difficoltà, ognuno con il proprio potenziale umano, prima che professionale, può crescere e fare crescere. Così, pure se in classe virtuale, abbiamo continuato a trovarci, trasformando la didattica, modificandone i paradigmi; ognuno ha sperimentato nuovi stimoli, nuove motivazioni e un approccio docente/studente diverso. Nella relazione sono le persone che emergono. E’ certo!  la nostra scuola non sarà la stessa!

Non sarà la stessa didattica, non sarà lo stesso approccio valutativo. Per forza di cose, dobbiamo snellire i contenuti, cercare l’essenziale anche per costruire competenze di vita. È una sorta di autoformazione non programmata ma efficace come nessun altro approccio. La scuola non è e non sarà la stessa.

Lo sanno bene i nostri ragazzi e i “Pensieri di quarantena”, riportati con forza emotiva nella 4^ edizione speciale del giornalino di Istituto “Giravoce”, ne è la dimostrazione.

Ognuno ha qualcosa di speciale nascosto nel proprio “IO”, ognuno ha qualcosa che nessun  altro  ha e nei momenti di crisi, tutte quelle specialità che ci caratterizzano, se unite, possono fare la differenza”.