Orte: la plurisecolare Processione del Cristo Morto non potrà aver luogo per l’emergenza sanitaria

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – La plurisecolare Processione del Cristo Morto del Venerdì Santo non potrà aver luogo quest’anno per le vie cittadine a causa dell’emergenza sanitaria. Resta comunque la grande carica di spiritualità nelle Confraternite e nella religiosità popolare, nonostante le false notizie che circolano sul web in queste ore.

E’ bene ribadirlo soprattutto quest’anno in cui la processione non potrà aver luogo come di tradizione plurisecolare, il rito di più antica tradizione del Centro Italia è intimamente legato alle vicende che in otto secoli hanno caratterizzato la storia della Città, sia sotto il profilo spirituale che della vita civile.

Piena soddisfazione è stata manifestata nei mesi scorsi dalle Confraternite di Orte con il rettore Roberto Rondelli e dall’ Ente Ottava Medievale di Orte per l’inserimento delle due manifestazioni dell’Ottava di Sant’Egidio e della Processione del Cristo Morto, curata dalle Confraternite Riunite, nell’Albo regionale del Lazio delle Rievocazioni Storiche. Doppiamente soddisfatti ad Orte per l’impegno profuso da Rosvaldo Giubileo, per anni promotore e responsabile dell’Associazione delle Rievocazioni storiche del Lazio che ha sede in Palazzo Roberteschi ad Orte.

Determinante l’impegno del consigliere regionale Enrico Panunzi per il provvedimento di istituzione dell’Albo.

Il ruolo sociale e religioso delle Confraternite nella storia delle città

Le Confraternite, che animano da sempre la Processione del Venerdì Santo, rappresentano l’aggregazione multiforme di uomini e donne che, a partire dall’epoca medievale e attraverso i secoli, “ha curato il servizio delle famiglie e delle persone più deboli e povere, creando con contributi personali e lasciti testamentari, le varie opere di soccorso e assistenza, chiese, ostelli ed ospedali, ma anche iniziative legate alla cultura religiosa ed all’arte”… tutte quelle attività che non rientravano propriamente nelle competenze del comune.

Così mons. Delfo Gioacchini riassumeva in uno dei suoi studi tale fenomeno di volontariato, che nel tempo ha saputo colmare e risolvere le questioni dell’assistenza morale e materiale e dell’inserimento delle fasce più povere della popolazione nella vita sociale della comunità, la cura dei malati di cui gli Ospedali Riuniti costituiscono la realizzazione più significativa.

I valori della religiosità dei Confratelli si esprimono, da ottocento anni, nei gesti della penitenza anonima degli incappucciati scalzi ed incatenati, della solidarietà e convivialità espressa dal consumare il pane della solidarietà dopo la processione.

Arte e religiosità  nel rito del triduo pasquale: gli arredi sacri e la tradizione nel rinnovamento delle giovani generazioni di confratelli e penitenti scalzi

Nello spirito di servizio – di carità e assistenza anonima verso i più bisognosi e gli emarginati – di valorizzazione del patrimonio religioso e artistico-culturale della città, le Confraternite sono costantemente impegnate nella cura e valorizzazione del Museo storico artistico, arricchito da nuovi oggetti artistici, degli arredi sacri, delle opere d’arte, e degli oggetti votivi che nell’arco di otto secoli hanno caratterizzato il patrimonio di religiosità della comunità.

La sede naturale del Museo è la sacrestia della Chiesa di S. Croce, gioiello romanico che custodisce la preziosa bara del Cristo Morto databili intorno al 1630 e la Statua della Vergine Addolorata, che ha mantenuto nei secoli l’originario splendore di colori e forme.

Le Confraternite hanno mantenuto le strutture di rappresentanza con il rettore generale, il camerlengo, i furieri ed un responsabile del patrimonio artistico e le denominazioni: del Santissimo Sacramento, di Santa Croce, della  Misericordia, della Trinità, di San Pietro, di Santa Maria Le Grazie, di Sant’Antonio Abate, del Santissimo Rosario e della Madonna del Santissimo Rifugio dei Peccatori o dello “Stendardino”..In particolare la Confraternita del SS.mo Sacramento Rettore Generale: Roberto Rondelli, Camerlengo Generale: Ottavio Nicoletti.

Oggi le confraternite hanno orientato la loro attività in altri campi inerenti sempre il loro fine socio-religioso che è rivolto ad opere di solidarietà e di carità per le persone più bisognose materialmente e moralmente ed alla cura del restauro di chiese e edifici legati nei secoli alla vita delle Confraternite stesse, oltre ovviamente alla formazione e promozione religiosa dei confratelli e dell’intera comunità cittadina.

Le Confraternite di Orte – a cui aderiscono oltre 500 iscritti, tra cui tantissimi giovani – curano l’organizzano della Processione del Cristo Morto a Orte, anch’essa considerata come la più antica nel suo genere, che si svolge immutata ogni Venerdì Santo dagli inizi del 1200.   Altro recente impegno dei Confratelli è stato quello del restauro della chiesa di Santa Maria di Loreto presso l’Ospedale.

Esclusivo e è il Museo delle Confraternite in Santa Croce per il patrimonio artistico e votivo custodito nella struttura attigua alla Chiesa di Sant’Agostino, che costituisce il Museo Diffuso delle Confraternite nella con la chiesa di San Francesco e prossimamente quella di san Biagio, un segmento prestigioso del Circuito museale di Orte, insieme al Museo Civico ed al Museo di Arte Sacra.

Purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus, il Venerdì Santo di Orte non avrà luogo, come del resto tutti i riti della Settimana Santa in Italia, come in tantissimi altri Paesi del mondo.

A conclusione di questo mio articolo mi vedo costretto a riportare una vera e propria “diceria” che  circola come tante altre sul web, vale a dire che con il fatto che il venerdì santo del 2020 la processione del Cristo Morto di Orte non avrà luogo la comunità religiosa e cittadina perderebbe la disponibilità della Bara del Cristo Morto e, quindi, la possibilità futura di promuovere il Rito plurisecolare da parte delle Confraternite ortane, depositarie da otto secoli della più popolare delle tradizioni religiose ortane.

Di fronte a questa vera e propria “falsa notizia” inviterei le Autorità religiose e le stesse Confraternite a fare piena chiarezza.

Siamo certi che nel 2021, a Dio piacendo, potremo nuovamente partecipare con maggiore spirito solidale e comunitario a  questo Rito così antico e così sentito dall’anima della religiosità popolare.

Le suggestive immagini della Processione del Cristo Morto del Venerdì Santo di Orte. Foto (c) di Claudio Cardinali.