Signori (Assonautica): “La nautica italiana da diporto è in crisi totale”

NewTuscia – VITERBO – I danni per la filiera saranno irreparabili. La nautica italiana da diporto è in crisi totale a causa del decreto Chiudi Italia, che ha comportato la sospensione delle attività produttive dell’intero comparto del settore, come indicato dal Dpcm del 22 marzo scorso. Parliamo di un settore che rappresenta il 5% del Pil nazionale con un fatturato di circa 6 miliardi di euro annui.

Sono 100 mila i lavoratori della filiera costretti dallo stop imposto a sospendere il proprio lavoro, con la stagione estiva completamente andata in fumo. Mi associo pertanto alla richiesta inviata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ma anche ad altri ministeri di riferimento ed ai governatori delle regioni che rappresentano gli oltre 7.500 km della costa italiana, da parte del presidente dell’Associazione della filiera nautica italiana e del Polo nautico italiano, Gennaro Amato, di immediati interventi in favore della nautica da diporto.

Tale richiesta, per la modifica in deroga del Dpcm del 22 marzo, riguarda la cantieristica da diporto che, senza una misura d’introduzione nelle attività consentite, costringerebbe molti imprenditori a sospendere i contratti dei lavoratori e soprattutto a dover far fronte a capitali privati investiti per la produzione con le conseguenziali esposizioni bancarie alle quali sono soggetti.

Capiamo l’esigenza di limitare la diffusione del Covid-19c ma il decreto Chiudi Italia ha sferrato un colpo mortale all’industria della nautica da diporto. Il settore e l’indotto vanno tutelati. Servono misure urgenti per far continuare le attività, nel rispetto dei decreti e con la messa in atto di tutte le misure necessarie per la tutela dei lavoratori.

Stefano Signori
Presidente provinciale Assonautica