Coronavirus, il Sinlai attacca il Governo: “Cassa integrazione fra 5 mesi ed elemosina per le Partite Iva”

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. La vittima primaria del  Coronavirus, purtroppo, è l’economia nazionale, che stenterà probabilmente a riprendersi anche quando l’emergenza sarà passata.
Infatti, la quarantena e lo stop forzato alle attività professionali e produttive stanno mettendo in ginocchio l’intero tessuto socio-economico.

“Se i dipendenti pubblici, in qualche modo, saranno garantiti nella continuità reddituale, purtroppo lo stesso non può dirsi per i dipendenti privati – a dichiararlo in una nota è Giustino D’Uva, dirigente nazionale del SINLAI – Per fare fronte all’emergenza il governo ha varato un decreto che mette a disposizione dei lavoratori qualche miliardo, il ché non è assolutamente sufficiente neppure per tamponare la situazione.

Come se non bastasse, regna l’incertezza: a proposito della Cassa integrazione in deroga prevista per l’epidemia da Covid-19, infatti, non è chiaro ancora quando L’INPS erogherà i soldi; allo stato c’è una promessa da parte del Ministro dell’economia, che ha detto che i fondi verranno erogati entro un mese. Se così non fosse, tuttavia, i tempi per l’erogazione potrebbero dilatarsi fino a 5 mesi dalla richiesta, con un danno enorme per moltissime famiglie.

Ancor peggiore è la situazione delle partite Iva, per cui il governo ha previsto un bonus di 600 euro una tantum ed una semplice moratoria dei tributi fino a maggio. Senza remore possiamo parlare di un’elemosina che non attutirà minimamente i problemi di attività ed autonomi, i quali rischiano davvero il collasso irreversibile”.