Dal calcio ai motori, dal pugilato alla pallacanestro: ecco i campioni viterbesi del presente e del passato

NewTuscia – Dalle temibili ragazze della palla a spicchi della Bata Viterbo alle emozionanti e spericolate cronoscalate di Germano Nataloni a bordo delle sue varie vetture: lo sport viterbese e tusciano in generale ha visto un passato fatto di grandi successi e ricco di storie di grandi uomini e donne che hanno scritto nel tempo alcune delle pagine più belle della società e del costume della cittadina laziale.

Il rappresentante più noto dei personaggi sportivi originari del capoluogo dell’Alto Lazio è senza dubbio Leonardo Bonucci, punto fermo della retroguardia difensiva della Nazionale italiana e della Juventus. Dopo gli esordi in Serie C2 con la maglia della Viterbese, Bonucci ha fatto il grande salto nel calcio che conta passando nella Primavera dell’Inter, conquistando subito l’attenzione dell’allora tecnico della prima squadra dei nerazzurri, Roberto Mancini (oggi commissario tecnico dell’Italia), che lo convoca facendolo esordire in Serie A poco più che maggiorenne. Pur impressionando tutti (è storia nota), l’Inter se lo lascia scappare. Così, il ragazzo di Pianoscarano approda nel 2010 alla Juventus dove si consacrerà definitivamente a livello nazionale e continentale, vincendo per sette volte lo Scudetto, di fatto contribuendo ad alimentare il mito dei bianconeri quale club più vincente e per Oddschecker squadra da battere in Serie A dell’ultimo decennio. Bonucci è rimasto legatissimo alla sua città, partecipando spesso e volentieri ai tanti appuntamenti ed eventi che si svolgono nel capoluogo tusciano.

Ma il primo personaggio sportivo che portò alla ribalta delle cronache nazionali il nome della città di Viterbo fu, con buona probabilità, il pugile Luigi Malè. L’atleta (anch’egli, come Bonucci, nato e cresciuto a Pianoscarano) diventò a vent’anni campione italiano dei pesi leggeri nel dicembre del 1949, battendo al Palaghiaccio di Milano, dopo dodici riprese e soltanto ai punti, il mito vercellese Waldè Fusaro. Quello fu il periodo in cui la città laziale (come del resto le altre realtà del paese) stava cercando a fatica di buttarsi alle spalle gli orrori della seconda guerra mondiale. E Giggetto Malè, quasi senza saperlo, riuscì a far innamorare una intera generazione di suoi coetanei, portando in alto in Italia il nome della sua città. Sono stati in tanti a Viterbo e in provincia che, dopo le gesta di Malè sui ring di mezza Europa, hanno provato a ripercorrere i passi del campione viterbese, cui la città dei Papi ha reso omaggio di recente dedicandogli il palazzetto dello sport.

Dai rettangoli dei campi di calcio e del quadrato del pugilato, scendiamo in pista, anzi in strada, per raccontare la storia di due campioni della provincia viterbese, due ciclisti di Montefiascone vincitori di medaglie d’oro alle Olimpiadi e Mondiali. Stiamo parlando ovviamente di Sante Ranucci e Livio Trapè. Il primo trionfò nell’agosto del 1955, arrivando prima di tutti sul traguardo di Frascati ai campionati del mondo di ciclismo su strada nella categoria dei dilettanti. A Trapè, invece, sono legati i ricordi delle Olimpiadi di Roma del 1960 quando, in squadra con i vari Ottavio Cogliati, Giacomo Fornoni e Antonio Bailetti, il ciclista tusciano conquistò la medaglia d’oro nella specialità della cento chilometri. In quella stessa edizione dei giochi olimpici, Trapè conquistò anche una medaglia d’argento, nella specialità della prova in linea, chiudendo per un soffio alle spalle del russo Viktor Kapitonov.

Chiudiamo, tornando a parlare di calcio e di un campione del recente passato. Angelo Peruzzi, portiere campione del mondo con la nazionale di Marcello Lippi in Germania nel 2006, è nato e cresciuto a Blera, in provincia di Viterbo (dove oggi risiede con la famiglia). La leggenda racconta che il Peruzzi ragazzino amava recarsi in campagna, sulle sponde dei ruscelli, per afferrare a mani nude i pesci che correvano nell’acqua, allenando così presa e riflessi per quella che in futuro sarebbe stata una folgorante carriera nel mondo del calcio. Peruzzi ha legato il suo nome alle compagini della Juventus e della Lazio, società con cui ha vinto tutto e trionfato in ogni competizione.