Coronavirus, Forza Italia: “Tamponi a tutto il personale medico e paramedico. Asintomatici saranno enorme problema da risolvere”

Il dottor Domenico Parroccini
Il dottor Domenico Parroccini

NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – Il Coordinamento Provinciale di Forza Italia fa proprio l’allarme della popolazione e invita tutti i cittadini a seguire scrupolosamente le indicazioni della Protezione Civile e delle Autorità Sanitarie nazionali e locali.

Siamo ancora a 139 contagi in tutta la provincia, un numero che consente un controllo della situazione. E’ necessario tuttavia procedere immediatamente alla effettuazione dei tamponi a tutto il personale sanitario sul campo e a quelle figure indicate nel documento tecnico redatto dal Dr. Domenico Parroccini che rimettiamo di seguito.

L’esperienza della zona rossa lombarda dovrebbe essere un utile riferimento: il mancato controllo di medici ed infermieri e di altri asintomatici ha prodotto un contagio generalizzato.

È per questo che Forza Italia lancia un accorato appello ai sindaci della provincia perché nella loro autorevolezza contribuiscano a sensibilizzare le autorità sanitarie locali.

Evitiamo che sulla nostra coscienza pesino nuovi contagi e nuove vittime.

Ecco, di seguito, il documento tecnico del dr. Domenico Parroccini

INDIVIDUARE I PORTATORI ASINTOMATICI  AIUTEREBBE A LIMITARE IL CONTAGIO

Uno degli argomenti più discussi nelle ultime ore in Italia a proposito dell’epidemia di Covid-19, sia per la situazione nostrana sia in confronto agli altri Paesi europei, è lo svolgimento dei cosiddetti tamponi sulle persone potenzialmente infette dal coronavirus Sars-Cov-2.

L’esame di cui si sta parlando è il tampone faringeo.   Il test in questione viene eseguito per lo più sulla faringe, ossia su quel canale muscolo-membranoso raggiungibile dal fondo della cavità orale che rappresenta sia il primo tratto del tubo digerente sia una parte delle vie aeree superiori (in fondo alla gola, in sostanza).

Ossia un punto preferenziale per trovare traccia della presenza di un virus respiratorio. Il test ha un’invasività praticamente nulla,viene eseguito con un una sorta di bastoncino cotonato (tipo cotton fioc) facendo attenzione a non prelevare materiale da altre parti del cavo orale. Appena estratto dalla bocca del paziente, il bastoncino viene immerso in un gel, inserito in un contenitore ad hoc e poi inviato a un laboratorio scientifico, che dovrà determinare le caratteristiche del materiale prelevato.

La  percentuali di falsi positivi è compresa tra l’1% e il 4%, invece, il valore dei falsi negativi, ossia di persone che risultano non infette quando invece sono già state contagiate: in generale si stima che questo caso riguardi il 10% delle persone.

Ad oggi una circolare del ministero della Salute stabilisce chi deve fare il tampone: i sintomatici provenienti da quelle che erano considerate zone rosse, ma anche chi sia di ritorno da una delle regioni dove maggiormente circola il Covid-19. Per esempio Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. A stabilirlo e a specificare che in questi casi si farà una valutazione “caso per caso” è l’ennesima circolare emessa dal Ministero della salute, che specifica quali siano i casi sospetti che richiedono l’esecuzione del tampone.

Prima di tutto si conferma la svolta di limitare i controlli ai casi sintomatici, specificando che con questo si intende la presenza di questi sintomi: febbre, tosse o difficoltà respiratorie.

Le altre condizioni per avere diritto a richiedere il test sono quelle di avere avuto nei 14 giorni precedenti un contatto ravvicinato con chi è risultato positivo al tampone; di essere transitato  nei comuni a rischio o provenire dalla Cina.

Ritenendo che comunque non  è considerata la platea degli asintomatici, che possono continuare ad andare al lavoro (per esempio tutte le categorie che stanno garantendo i servizi essenziali), o i sintomatici lievi, ai quali viene solo consigliato di stare a casa. Potrebbero essere decine di migliaia e infettare a loro insaputa.

Proprio di oggi la notizia del record di nuovi contagi oggi nel Viterbese: 19 nuovi casi accertati di positività al Covid-19 sono stati comunicati dal Policlinico Gemelli alla Asl di Viterbo. I pazienti sono tutti in isolamento domiciliare fiduciario o in regime di ricovero. I nuovi casi sono così distribuiti sul territorio: Viterbo 47, Tuscania 23, Acquapendente 10, Bolsena e Tarquinia 7, Montefiascone 6, Marta e Vitorchiano 4, Faleria e Oriolo Romano 3, Castiglione in Teverina, Orte e Vetralla 2, Bagnoregio, Bassano in Teverina, Blera, Capranica, Capodimonte, Cellere, Civita Castellana, Gradoli, Grotte di Castro, Ronciglione e Vignanello 1

In totale i casi accertati, residenti o domiciliati nella Tuscia, salgono a 135, di cui 5 accertati in strutture extra Asl.

Pertanto ritengo opportuno anche se in controtendenza rispetto alle indicazioni ministeriali  attuali, come medico, di sensibilizzare gli organi Istituzionali competenti in tema di Emergenza sanitaria della nostra Provincia di Viterbo, di valutare la possibilità di effettuare uno screenig con tampone per Coronavirus almeno alle categorie sanitarie che stanno più a rischio per se stessi, i loro famigliari ma soprattutto per i contatti stretti quotidiani con i pazienti e che potrebbero loro insaputa essere veicolo di contagio. Ci riferiamo innanzitutto a: medici di famiglia, medici ospedalieri, dentisti, farmacisti, infermieri e personale  paramedico che risultano essere a stretto contatto con strutture Pubbliche Sanitarie e Private.

Individuare i portatori sani significherebbe arginare di gran lunga il contagio soprattutto negli ospedali.

Dr. Domenico Parroccini