Kethane e la Rete a Difesa delle Fonti e del Diritto Umano all’acqua si rivolgono a Conte

NewTuscia – VITERBO – Kethane e la Rete a Difesa delle Fonti e del Diritto Umano all’acqua hanno notificato le proprie richieste al Presidente del Consiglio dei Ministri. Chiedono un decreto-legge che autorizzi l’allaccio alla rete idrica a chi abbia trovato riparo di fortuna o viva in insediamenti informali.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Il Ministero della Salute prescrive di lavare le mani di frequente per difendersi dal Covid-19; senz’acqua è impossibile per decine di gruppi e famiglie vulnerabili con bambini, anziani, disabili e malati gravi.

In Italia tra senzatetto, richiedenti asilo e comunità rom in insediamenti informali sono oltre 60.000 persone e gran parte è concentrata al nord (ISTAT 2015; MSF 2019).

“I numeri parlano chiaro, moltissime persone in Italia non hanno una vera casa – dichiara Dijana Pavlovic del Movimento Kethane – alcuni sono contagiati e se vogliamo fermare il virus, dobbiamo dare l’acqua a tutti”

“La Costituzione italiana afferma il diritto alla salute di tutti, ma bisogna abrogare due leggi, che lo negano ai gruppi più fragili – afferma Maurizio Montalto portavoce nazionale delle Rete, che difende i diritti umani – l’emergenza Coronavirus può essere affrontata con una norma semplice e a costo zero”

“Chi vuole stare sano anche ai tempi del corona virus – afferma Gerhard Seeberger Presidente della Federazione Mondiale dei Dentisti – deve bere adeguatamente acqua, che non deve mancare a nessuno”

All’appello hanno aderito tra gli altri Paolo Maddalena (già vicepresidente della Corte costituzionale) Moni Ovadia (scrittore) Riccardo Petrella (professore di Mondialismo) Rosario Trefiletti (Centro Consumatori Italia), Pax Christi, Ass. Peppino Impastato, Casa Memoria, Indagini Tre, Fondazione Univerde, Federazione Mondiale dei Dentisti, Ass.ne Agende Rosse Campania, l’Istituto I.S.P.A., politici e numerosi cittadini.