Covid-19, Roberta Leoni (Prc-Se): “Chi lavora in questo periodo nella Tuscia è al sicuro?”

NewTuscia – VITERBO – La sicurezza per i cittadini non può fermarsi ai cancelli delle aziende. I lavoratori devono essere tutelati non solo quando vanno a fare la spesa o camminano nei parchi, ma anche e soprattutto nei loro luoghi di lavoro.

Servono misure stringenti, operazioni di sanificazione massicce e costanti, controlli a tappeto delle Asl nelle aziende, e vigilanza delle forze sindacali. Provvedimenti urgenti e vitali, per una democrazia fondata sul lavoro.

Il protocollo governo-sindacati-imprese è ancora insufficiente e lascia troppi margini di abuso. Pensiamo alla situazione di Viterbo, alle piccole e medie aziende poco sindacalizzate o con largo utilizzo di lavoratori precari e perennemente ricattabili, o al settore agricolo in cui imperversano caporalato e lavoro nero. E lo stesso in Provincia: si pensi ai lavori usuranti del distretto ceramico di Civita Castellana, all’incidenza di silicosi e cancro ai polmoni, e ai rischi connessi alla diffusione del COVID-19 in quei contesti.

 

Chi lavora è al sicuro? Le regole vengono rispettate? Chi controlla? Rifondazione Comunista sollecita un intervento più incisivo delle autorità competenti, in dialogo con le forze sindacali, al fine di tutelare i lavoratori di Viterbo e Provincia. Chiede inoltre il fermo di tutte le attività non essenziali come unica garanzia per evitare il contagio sui luoghi di lavoro. Il lavoro e la salute sono diritti fondamentali nel nostro Paese, e vanno garantiti entrambi.

Roberta Leoni
Segreteria Provinciale
Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea)
Federazione di Viterbo