Una Rsu Cisl Scuola Viterbo: “Coronavirus, assurdo che ci si accusi perché i docenti stanno a casa”

NewTuscia – VITERBO – Sono una Rsu di Cisl Scuola Viterbo e, in questi giorni di emergenza sanitaria straordinaria che il nostro Paese sta vivendo, non posso evitare di riflettere e per questo sento l’esigenza di esprimere il mio modesto pensiero di cittadina.

Come manifestato perfettamente dal Segretario Generale Cisl Scuola, Lena Gissi, in una lettera inviata agli iscritti, proviamo, per una volta, a sentirci un popolo, a trovare quella unità di intenti a cui anche il Capo dello Stato ha fatto riferimento nel suo messaggio. Abbiamo tutti un nemico da combattere, che può essere sconfitto solo se remeremo insieme nella stessa direzione.

Provo ribrezzo al pensiero che qualcuno possa approfittare del momento drammatico per speculare per un misero tornaconto personale, cercando di dividerci, di dividere gli italiani mettendo in evidenza gli ipotetici errori di gestione dell’emergenza, offuscando così tutte le direttive e le buone pratiche che dobbiamo osservare pedissequamente, se vogliamo vedere la luce in fondo al tunnel prima possibile, creando deliberatamente confusione.

E provo ribrezzo al pensiero che qualcuno possa approfittare, per gli stessi motivi, ad esempio nel campo della scuola, spostando l’attenzione e canalizzandola sulle differenze di interventi attuati finora, a seconda del profilo professionale.

Qualcuno ha voluto far passare il concetto che , con la sospensione delle attività didattiche nelle scuole “gli insegnanti stanno a casa, mentre il personale non docente deve lavorare” come se questa fosse una vacanza. Non è una vacanza ……gli insegnanti sono e saranno impegnati ad insegnare agli alunni con modalità telematiche, e il personale Ata (di cui mi onoro di far parte) è chiamato ad elargire i servizi di supporto affinchè tutto ciò avvenga e nel delicato ruolo di intermediario con la pubblica utenza. Questa non è una vacanza, non è nevicato per cui sappiamo che fra due o tre giorni la situazione sarà normale. Fra due o tre giorni la situazione non sarà normalizzata. La vita di altri potrebbe dipendere dalle nostre abitudini e dal nostro impegno, ed è ora di acquisire senso di responsabilità e di non essere oggetto di strumentalizzazioni. Nella consapevolezza della gravità, mi sento orgogliosa di poter contribuire a questo fine, che è il benessere di una società intera, dei nostri figli e dei figli di tutto il mondo.
Diventiamo una comunità e non un ammasso di egoismi!

Una Rsu Cisl Scuola Viterbo