Coronavirus, chi entra nel Lazio dalle zone rosse dovrà avvisare la Asl competente

NewTuscia – ROMA – Coronavirus. Sarà obbligatorio comunicare se si sia fatto, si sta facendo o si farà ingresso nella nuova zona rossa del Nord Italia.

È stata infatti resa ufficiale l’ordinanza “Misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019” che impone di comunicare questi fatti al numero verde 800.118.800.

Il servizio permette di avere informazioni immediate del paziente da parte della Asl che si confronta subito con il medico di base.

Lo hanno dichiarato in una nota congiunta l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato ed il vicepresidente, Daniele Leodori.

E’ fatto obbligo a chi proviene dalla zona rossa, che riguarda tutta la Lombardia e le province di: Venezia, Padova e Treviso (Veneto); Asti e Alessandria, Novara, Vercelli, Verbano Cusio Ossola (Piemonte); Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini (Emilia Romagna); Pesato e Urbino (Marche), di essere raggiungibile e di spostarsi dal proprio domicilio per essere sempre rintracciabile a cura del Dipartimento di prevenzione.

Insieme a queste disposizioni l’ordinanza prevede la sospensione delle attività di piscine, palestre e centri benessere.

Ordinanza Lazio_Z00004_08.03.2020

Coronavirus: ordinanza Regione Lazio, a casa chi viene da zone rosse.

E’ stata firmata l’ordinanza in merito alle ‘Misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019’. Il documento completo nel nostro sito.
Nel dettaglio:
ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità
pubblica, le seguenti misure:

1. Tutte le persone che nei quattordici giorni antecedenti alla data di pubblicazione del DPCM 8 marzo 2020 hanno fatto ingresso, stanno facendo o faranno ingresso nella Regione Lazio provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli,Padova, Treviso e Venezia, hanno l’obbligo:
📍di comunicare tale circostanza al numero unico regionale dedicato 800 118 800, servizio che si coordina con il Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente, in raccordo con il medico di medicina generale ovvero col pediatra di libera scelta;
📍di osservare la permanenza domiciliare, il divieto di spostamenti e viaggi e di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza fino alla valutazione a cura del Dipartimento di Prevenzione;
📍in caso di comparsa di sintomi, la persona deve osservare le disposizioni dell’ordinanza 2/2020, qui riportate per comodità di lettura:
1️⃣ avvertire immediatamente il MMG/PLS e l’operatore di Sanità Pubblica che attiva presso il domicilio la procedura di esecuzione del test;
2️⃣ indossare la mascherina chirurgica (da fornire all’avvio del protocollo) e allontanarsi dagli altriconviventi;
3️⃣ rimanere nella sua stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa dell’eventuale trasferimento in ospedale.
📌Ai concessionari di servizi di trasporto aereo, ferroviario e autostradale è fatto obbligo di acquisire e mettere a disposizione delle Forze dell’Ordine e dell’Unità di Crisi regionale istituita, i nominativi dei viaggiatori, relativamente alle tratte provenienti da Milano o dalle Province indicate al punto 1 con destinazione aeroporti e le stazioni ferroviarie, anche dell’Alta velocità del territorio regionale.
📌E’ disposta con decorrenza immediata e fino a nuove disposizioni, in aggiunta alle misure di cui al DPCM 8 marzo 2020, la sospensione sul territorio regionale delle seguenti attività: piscine, palestre, centri benessere.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente provvedimento é punito ai sensi dell’art.650 del codice penale.