Legambiente Lazio e l’associazione TrasportiAmo fanno richiesta di accesso agli atti per verificare lo stato dell’arte del Progetto di riqualificazione della ferrotramvia Roma-Giardinetti

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. Legambiente Lazio e TrasportiAmo, anche a nome dell’Osservatorio Regionale dei Trasporti e dell’UPT, hanno inviato a Roma Servizi per la Mobilità e alla Direzione Generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la richiesta di Accesso agli atti per verificare lo stato dell’arte del Progetto di riqualificazione della ferrotramvia Roma-Giardinetti e le relative osservazioni del Ministero.

“Chiediamo di vedere le carte perché non è per nulla chiaro il progetto di riqualificazione e prolungamento della Tranvia Roma-Giardinetti, che peraltro non è mai stato ufficialmente presentato, né tantomeno è chiara la risposta del Ministero. In ballo c’è l’esistenza stessa della tramvia, i fondi pubblici a disposizione e la qualità della vita di decine di migliaia di persone che vivono, lavorano e si muovono nel quadrante sud-est di Roma. Ribadiamo al Comune di Roma la richiesta di prendere in carico la Tramvia Roma-Giardinetti (ora di proprietà della Regione), senza se e senza ma, e di riportare da subito il capolinea a Giardinetti – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ogni metro di binari perso, come il tratto tra Centocelle e Giardinetti, è un passo indietro per la qualità della vita e l’ambiente della Capitale e sarebbe un’enorme balzo indietro se si arrivasse alla chiusura di un’intera tranvia”.

“Passo importante e necessario, il primo di una lunga serie”, spiega David Nicodemi, Presidente di TrasportiAmo. “Vogliamo la massima chiarezza, anche perché negli ultimi giorni è trapelata la notizia secondo la quale il MIT non avrebbe imposto la conversione dello scartamento a Roma Capitale, uno dei temi cruciali. Continueremo a organizzare incontri coi cittadini, aperto alle realtà territoriali e del settore, per spiegare le ragioni della nostra battaglia”