Coronavirus. Regimenti (Lega): “Made in Italy in ginocchio, Governo sostenga imprese e dialoghi con Ue per nuovo patto su deficit e aiuti di stato”

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. “La diffusione del Coronavirus nel nostro Paese sta mettendo in ginocchio il ‘made in Italy’. Per questo chiedo al Governo di fare il possibile per aiutare le imprese oggi in difficoltà. A sostegno delle aree colpite, la Lega ha avanzato delle proposte concrete, come ad esempio la cassa integrazione in deroga per le micro imprese; la ‘tax free zone’; la sospensione dei versamenti previdenziali e delle rate dei mutui; un fondo straordinario per l’affitto dei locali commerciali; un piano straordinario per il turismo”. Lo afferma l’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti (ID), membro della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, che aggiunge: “Allo stesso tempo, il Governo deve intensificare il dialogo con l’Unione Europea, perché è urgente condividere un nuovo patto su deficit e aiuti di Stato che agevoli i Paesi membri nell’azione di contrasto all’emergenza Coronavirus”.

“Preoccupa – sottolinea l’esponente leghista – l’analisi condotta dalla Coldiretti sui dati Istat di gennaio 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dalla quale risulta che le esportazioni in Cina sono crollate dell’11,9%. Un brutto colpo per l’agroalimentare italiano, che proprio nel paese asiatico nel 2019 aveva fatto registrare un promettente aumento del 5% nell’export di cibi e bevande. Oggi, a causa del Coronavirus, ci sono ostacoli al libero flusso commerciale e nei trasporti di persone e merci, così molte aziende presenti sul territorio italiano soffrono una crisi che va oltre l’export con la Cina e interessa tanto i mercati su scala mondiale quanto quelli interni”.

“Il ‘made in Italy’ ha quindi bisogno di essere tutelato e incentivato” ribadisce Regimenti, che invita “sindacati e istituzioni” a “collaborare per mettere in campo soluzioni realistiche per evitare perdite economiche che, a ricaduta, andrebbero a incidere pericolosamente su occupazione e welfare sociale. Ma anche per scongiurare – conclude – che l’Italia resti isolata, considerate le chiusure o limitazioni negli spostamenti che stiamo registrando da parte di altri Paesi, come Turchia, Russia, Spagna e Francia, o gli Usa, che hanno alzato il grado di allerta per i viaggi nel nostro Paese, mettendo a rischio l’intero comparto del turismo”.