Andrea Devicenzi fa tappa a Viterbo

NewTuscia – VITERBO – Andrea Devicenzi, atleta paralimpico, torna nella Tuscia, dove già lo scorso novembre si era fatto conoscere per il messaggio di speranza che ha portato in molte scuole e comuni.

Ha fatto tappa a Viterbo con due delle sue Katana, le stampelle innovative che lui stesso ha progettato, il frutto di ricerche, osservazioni e sperimentazioni per trovare il materiale giusto (in carbonio), una forma originale e esteticamente bella (a goccia, sottile come la lama dell’omonima spada giapponese) e la possibilità di sfruttare il comfort di materiali ergonomici che oltre alla stabilità e alla sicurezza di chi vi si appoggia la fanno diventare uno strumento personalizzabile, al millimetro.

Insieme a lui in questo viaggio sulla via Francigena  Alessandra Croci.

Andrea Devicenzi, appassionato motociclista a 17 anni, subisce un brutto incidente a causa del quale perde una gamba. La sua vita viene sconvolta; passano diversi anni e subentrano in lui valori e speranze che danno nuova visione alla sua disabilità. Inizia così il recupero del tempo perduto e l’impedimento diventa opportunità visto che, nonostante tutto, non abbandona lo sport, la passione che l’ha sempre accompagnato dall’età di 5 anni, e nel 2007 inizia l’attività agonistica nel ciclismo paralimpico.

Nel 2010 percorre 700 chilometri in 11 giorni sulla strada carrozzabile più alta del mondo in India, raggiungendo per la prima volta da un atleta amputato di gamba il KardlungLa a quota 5602 metri. Nel 2011 partecipa alla prestigiosa Parigi-Brest-Parigi coprendo i 1230 km in 72 ore.

Inizia così l’avventura nel mondo delle tre discipline: il trathlon, in questo caso il paratriathlon dove nel 2012 vince la medaglia di bronzo agli Europei in Israele e, l’anno successivo, diventa vice campione europeo in Turchia. Poi ancora il Perù con la scalata verso il Machu Picchu, 1140 km in 11 giorni, 104 ore di bici e 18.000 metri di dislivello. Ma alla preparazione sportiva si accompagna la sua attività di motivatore che si concretizza con il “Progetto 22” il cui obiettivo è quello di sostenere, supportare e risvegliare nei giovani la consapevolezza delle incredibili potenzialità che ognuno ha dentro di sé.

Parte così un Giro d’Italia formativo che coinvolgendo le scuole in 5 anni, li portano ad incontrare oltre 70.000 giovani. “Lo Sport come metafora di Vita”. Da questo slogan Andrea da il via a una intensa attività da formatore, aziende, gruppi relazionali richiedono la sua presenza e, soprattutto, la sua esperienza: “Attraverso la mia storia, dimostro in concreto il raggiungimento di obiettivi all’apparenza impossibili, grazie ad un lavoro a 360°, coinvolgendo più aspetti che spesso si ignorano ma che fanno poi la differenza.

La cura del dettaglio e la programmazione, il Sacrificio come il Divertimento, la Fatica intrisa di Emozioni, ci permettano di raggiungere quegli obiettivi che sono li ad aspettarci.” Ma sicuramente l’esperienza fisica è ciò che lo coinvolge maggiormente, così lo scorso anno, Andrea, ha percorso il più classico dei cammini a tappe dei pellegrini, la Via Francigena, dal Gran San Bernardo, in Valle d’Aosta fino a Roma davanti a San Pietro. 1000 chilometri scaglionati nell’arco delle quattro stagioni che hanno permesso ad Andrea di continuare ad incontrare istituzioni, persone e ragazzi di ogni età con i quali ha creato una rete di rapporti che ha permesso di comunicare e coinvolgerli nel messaggio motivazionale di Andrea.

Ma tra qualche mese Andrea partirà per un’altra meta, sempre sulla via dei pellegrini, ma quelli che si recavano verso la Terra Santa, la cosiddetta Via Francigena del Sud che partendo dalla tomba di San Pietro arriva a Santa Maria di Leuca, il “tacco” dello Stivale. Saranno altri mille chilometri, tutti da scrivere con gli amici e i volontari dei luoghi che desidereranno accompagnarlo nelle varie tappe.