Monterosi, confiscati beni per oltre tre milioni di euro ad un 41enne

NewTuscia – VITERBO – Da una lussuosa villa con terreno attiguo ad auto di lusso, conti correnti, motoveicoli ed innumerevoli gioielli e orologi.

Un maxi-sequestro da oltre tre milioni di euro quello effettuato dalla divisione anticrimine della Polizia di Stato e del gruppo della Guardia di Finanza di Viterbo a carico dell’imprenditore romano Riccardo Radicchi che da anni risiede a Monterosi.
L’uomo, 41 anni, è un pluripregiudicato collegato al clan calabrese Vadalà e al clan mafioso dei Casamonica nonché a diverse famiglie malavitose romane.

Il questore Massimo Macera si dichiara entusiasta dei risultati ottenuti: “Con questo maxi-sequestro sarà possibile togliere del carburante alle attività illecite mettendoli nella condizione di non riuscire ad più ad operare”.

Il comandante provinciale della Guardia di Finanza Andrea Pecorari, che ha eseguito il sequestro patrimoniale lo ha definito un “criminale economico”: una persona che grazie alle attività illecite che portava avanti ha guadagnato una considerevole quantità di denaro che poi ha cercato di ripulire creando una società ad hoc che annualmente gestiva un volume di affari che si aggirava tra i 500/700 mila euro ma senza avere dipendenti o clienti e, naturalmente, senza pagare le tasse.
Innumerevoli le incongruenze riscontrare dalle fiamme gialle: sono state attentamente esaminate le dichiarazioni dei redditi dove si attestavano importi irrisori a fronte di uno stile di vita ostentatamente sfarzoso.

La Guardia di Finanza ha trovato anche una dichiarazione fittizia dell’Irap con ricavi enormi, ma finti. Radicchi, per cercare di giustificare almeno in parte l’enorme quantità di denaro sporco che gli passavano tra le mani, aveva creato una società della quale era socio al 50% con un’altra persona. La suddetta società, che inizialmente operava solo nel campo della ristorazione e nella somministrazione di cibi e bevande, con il tempo si era ingrandita ed aveva toccato anche il settore della compravendita di preziosi e degli investimenti immobiliari.

Ad oggi il 41enne non è né indagato né sottoposto a misura cautelare. Gli inquirenti hanno però chiesto la sorveglianza speciale.