Leolandia, presidente Lattanzi: “Progetto importante per sviluppare turismo e occupazione e promuovere Narni e Umbria sud

NewTuscia – NARNI – “Lo sblocco del finanziamento di oltre 23 milioni di euro da Invitalia per il parco giochi di Leolandia a Narni è un’ottima notizia sul fronte dello sviluppo sia turistico che occupazionale”. A dichiararlo è il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, a proposito delle novità riferite all’approvazione del progetto da 36 milioni di euro complessivi relativo al parco divertimenti.

“Leolandia – afferma il presidente – avrà infatti importanti ricadute in termini di affluenze di visitatori e di sviluppo economico ma anche di posti di lavoro in un territorio, come quello provinciale, che ne ha un grande bisogno. Il lavoro e l’impegno del Comune di Narni – sottolinea poi Lattanzi – sono stati determinanti sia nel creare le precondizioni essenziali per l’avvio del progetto, sia per il ruolo di coordinamento e sia per quello di supporto al pool di imprenditori locali che ha avuto questa eccezionale idea e che ha scommesso sulla sua realizzazione. E’ il segno tangibile che il territorio ternano-narnese ha ancora cultura d’impresa e aziende in grado di sviluppare innovazione e qualità.

Leolandia – nota ancora il presidente della Provincia – si presenta quindi come una grande opportunità anche per raccordare e incentivare l’offerta turistica complessiva. Penso al ruolo che potrà avere per integrare alcuni poli attrattivi della città di Narni, in particolare Museo Eroli e Rocca Albornoz dove la Provincia di Terni, parte in causa diretta, ha lavorato da sempre in collaborazione con il Comune per la loro promozione e riqualificazione.

Penso poi – aggiunge – anche al filone dei turismi tematici che da Leolandia trarrebbero indubbio giovamento, creando un circuito virtuoso che partendo dalla Cascata delle Marmore e dal parco giochi – conclude Lattanzi – possa fare da volano per la valorizzazione dei tanti centri minori e dei tanti territori dell’Umbria sud che nascondono scrigni di cultura e turismo preziosi e affascinanti ma non ancora noti al grande pubblico”.