Muore dopo un intervento, la famiglia sporge denuncia

NewTuscia – VITERBO – Hanno sporto denuncia i figli e la moglie dell’uomo, ex maresciallo dei carabinieri di 63 anni, deceduto dopo  un intervento a Belcolle lo scorso 7 febbraio.

Domenico Lippolis era stato ricoverato nell’ospedale viterbese in seguito ad un ictus cerebrale che lo aveva colpito a dicembre; sembrava stare meglio, per questo lo avevano poi portato nella clinica di riabilitazione Villa Immacolata, rimanendo però a carico dell’ospedale.

Sembrerebbe che già prima di giungere nella struttura manifestasse dei disturbi nella deglutizione e una ridotta sensibilità al caldo e al freddo nella parte sinistra del corpo. Secondo uno dei figli, l’uomo non avrebbe mai perso la parola, però ad un certo punto ha iniziato ad avvertire forti dolori, che hanno spinto i medici a richiedere una risonanza magnetica dalla quale è emersa una massa di circa tre centimetri nella colonna vertebrale.

È stato operato, secondo i medici un intervento di routine che avrebbe comportato 4 giorni di ricovero prima delle dimissioni definitive, continua il figlio, ed è deceduto la sera stessa, poche ore dopo essere uscito dalla sala operatoria.

“Soltanto in seguito abbiamo saputo che nei pazienti reduci da un ictus l’anestesia totale non andrebbe somministrata prima di sei mesi. Secondo noi il rischio è stato sottovalutato o comunque nostro padre è stato male informato”, afferma Giovanni Lippolis, il figlio.

Adesso, insieme alla famiglia composta dalla vedova e da altri 4 fratelli, ha deciso di sporgere denuncia (soprattutto dopo il caso della ragazza trovata morta in casa a Montefiascone), a seguito della quale la procura di Viterbo ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. 4 consulenti avranno due mesi per stabilire se c’è stata o meno una mancanza da parte dell’ospedale.