Nao Challenge 2020, parteciperà anche l’Istituto Omnicomprensivo Leonardo da Vinci di Acquapendente

di Serena Biancherini

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Organizzato per la prima volta nel 2015 in Italia da Scuola Robotica in collaborazione con SoftBank Robotics, ritorna anche quest’anno “Nao Challenge”, contest didattico per studenti delle scuole superiori di secondo grado, che si propone di divulgare le potenzialità sociali della robotica di servizio accrescendo la conoscenza delle sue competenze negli ambienti scolastici.

L’Istituto Omnicomprensivo Leonardo da Vinci di Acquapendente è stato ammesso a partecipare a questa edizione del 2020 che ruota attorno al tema della tutela e della promozione del patrimonio culturale. In un mondo che sempre di più si accosta al modello in cui lo sviluppo tecnologico va di pari passo con la vita quotidiana nei suoi gesti più semplici, la cultura e una certa preparazione sono i migliori mezzi per gestire “macchine capaci di prendere decisioni autonome”.

In questo contesto si collocano i Nao, robot umanoidi programmabili, nati a scopo educativo, che acquistano la capacità di svolgere un compito grazie alla memorizzazione di una serie di comandi impartiti tramite software.

La competizione si basa sulla cooperazione con un’istituzione culturale interessata a sperimentare nuove tecnologie, sull’individuazione di una “criticità” da superare e sulla realizzazione di un hardware esterno, che connesso al robot, consenta al Nao della scuola di risolvere la difficoltà in questione, raggiungendo l’obbiettivo stabilito con l’istituzione partner.

Gli studenti hanno scelto di mettere a frutto la loro esperienza per rendere il *Museo della città Civico e Diocesano di Acquapendente più appetibile ai giovani, facendolo anche conoscere meglio nel viterbese, e preservare la bellezza artistica al suo interno. Il nuovo membro del Leonardo da Vinci, farà doppio uso delle sue qualità: di giorno sarà il Cicerone del Museo, apportando al contesto quel tocco di brio che la figura simpatica di 58 centimetri di un Nao assicura, e di notte una sorta di rilevatore delle condizioni atmosferiche.

Di giorno, grazie ad un programma di riconoscimento, spiegherà la storia dei quadri e dei busti ospitati nelle sale, ponendosi davanti ad essi, oppure rispondendo a delle domande vocali e configurandosi come una guida museale per non vedenti. La notte, grazie a dei sensori, percorrerà il museo per rilevare i parametri di temperatura e umidità onde poter stabilire quelli ottimali, volti a circoscrivere gli inevitabili danni che con il tempo essi causerebbero all’interno della struttura. L’Università della Tuscia, precisamente il Dipartimento DEIM (Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società ed Impresa), si occuperà di controllare il funzionamento dei sensori nel robot Nao per il rilevamento dei dati ambientali.

Il 25 febbraio, un team di studenti costituito da nove membri, presenterà a Roma, alle semifinali, Nao Arisa. Il robot, porta il nome del gruppo di case schierate accanto alla pieve di Santa Vittoria, sulla Cassia, che, secondo lo storico Fedor Schneider, ha dato origine ad Acquapendente.

Davanti alla giuria, i ragazzi accompagnati da un tutor, dovranno spiegare il percorso che hanno affrontato, le modalità con cui hanno risolto eventuali problematiche, preparare una rappresentazione teatrale di 5 minuti sulla storia del progetto con la presenza di Nao Arisa e, infine, preparare un poster (contenente: nome e logo del team, logo dell’organizzatore, informazioni sul progetto e l’istituto di provenienza).

Il loro lavoro sarà però valutato anche in base ai risultati di gradimento ottenuti sui profili social come Facebook, Instagram, Youtube e Tik Tok, su cui saranno visibili i progressi fatti, portando. di fatto, il progetto ad abbracciare un ampio settore di competenze.

“La  partecipazione alla competizione e la elaborazione del prodotto, rappresenta a mio parere il vero, grande grande traguardo” riferisce il Dirigente scolastico Luciana Billi “il robotino NAO ha aggiunto qualità ai  percorsi curricolari: ha  alimentato le attività laboratoriali, ha costretto docenti e studenti a rivedere l’approccio alla didattica, ha motivato il lavoro di team, ha stimolato la creatività, ha affinato le competenze computazionali e di problem solving ma, soprattutto, ha insegnato a divertirsi imparando”.

Il format infatti si presenta come una competizione in cui il progetto dovrà essere sviluppato con grande attenzione agli aspetti ingegneristici, informatici, progettuali e comunicativi senza perdere di vista il lato divertente. Rappresenta inoltre la possibilità di trovare un modo per abituare i ragazzi ad un utilizzo consapevole della rete e un’opportunità lavorativa futura. Con il Patentino della robotica, certificato da Comau Pearson, due ragazzi sono già stati richiesti da un’azienda per un tirocinio.

*Il Museo della città di Acquapendente – Civico e Diocesano è diretto da Andrea Alessi. Si compone di tre sedi espositive poste lungo l’asse viario che coincide con l’attraversamento urbano della Via Francigena ad Acquapendente: la Torre Julia de Jacopo, (Ceramiche Rinascimentali e Medievali), il Chiostro di San Francesco (Pinacoteca) e il Palazzo Vescovile.

Al suo interno sono racchiuse diverse opere importanti, tanto per fare un esempio, nel Palazzo vescovile è possibile trovare lo Stemma araldico di papa Gregorio XIII, il Busto di Innocenzo X Pamphilijdi Alessandro Algardi (1598-1654), esempio di scultura barocca; il dipinto su tavola di Girolamo di Benvenuto.