Maxirissa in discoteca nel 2013, parla il giovane accusato di tentato omicidio

NewTuscia – CAPRANICA – E’ ripreso ieri il processo ai sei imputati nella maxirissa avvenuta nel settembre del 2013 nei pressi della discoteca Le Saline. Alla sbarra i membri dei due gruppi, quello di Capranica e quello di Sutri.

Davanti al giudice Gaetano Mautone, il giovane di colore accusato del tentato omicidio del coetaneo Giorgio Piferi,  ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Secondo la sua versione, quella sera, si trovava in discoteca con alcuni amici quando un uomo si sarebbe avvicinato dandogli del “negro di merda”, corredato di un “vattene via, qui non ti vogliamo”. Le cose sarebbero peggiorate con l’intervento a parole dei suoi amici, provocando la reazione del gruppetto che si trovava con l’altro uomo. Il giovane sarebbe stato scaraventato a terra per poi essere preso a calci e a pugni.

La rissa sarebbe invece avvenuta in seguito all’episodio e fuori dal locale, verso le 4.00 del mattino. Mentre il giovane e il suo gruppo si stavano avviando verso il parcheggio, gli altri li avrebbero inseguiti, aggredendoli. “Ho avuto paura, ha detto il giovane, volevo cacciarli via con un bastone raccolto a terra, ma poi mi è scivolato dalle mani. Sono scappato e mi sono nascosto, aspettando in un noccioleto finché non se ne sono andati. Il giorno dopo, non sapendo cos’altro fosse successo, ho sporto denuncia per l’aggressione subita in discoteca”. Nel frattempo Giorgio Piferi era stato trasportato urgentemente in ospedale, prima a Belcolle poi al Gemelli di Roma, con il cranio fracassato. Secondo i periti, di parte e super partes, sia la consistenza del mezzo con cui era stato colpito, sia le ferite provocate, avrebbero potuto causarne la morte se non fosse stato soccorso tempestivamente.

L’avvocato della difesa ha chiesto di acquisire la sentenza di condanna per lesioni che a suo tempo ha chiuso il processo a carico dell’aggressore. Aveva chiesto che i due processi venissero uniti, visto lo stretto legame tra i fatti, ma non gli fu concesso. Il processo riprenderà Il processo riprenderà il prossimo 8 aprile e il difensore del giovane è comunque convinto che per il suo assistito si possa parlare di legittima difesa.