NewTuscia – VITERBO – Sono in pochi a non ricordare Maria Sestina Arcuri, morta dopo essere precipitata dalle scale della casa della nonna del compagno Andrea Landolfi, tra il 3 e il 4 febbraio dello scorso anno.

Della morte è stato imputato proprio lui, il compagno, con cui secondo le testimonia avrebbe avuto una lite e che già lo scorso 25 settembre è stato arrestato. Tuttora si trova nel bel mezzo del processo per omissione di soccorso, dato che avrebbe chiamato aiuto solo quattro ore dopo quello che secondo gli inquirenti non è stato un incidente ma una lite scatenata per motivi di gelosia e finita malamente.

Il processo fino ad ora non è andato oltre l’ammissione delle prove e nel frattempo l’avvocato incaricato della difesa di Landolfi, Giacomo Marini, ha presentato denuncia ai carabinieri di Terni contro ignoti a causa di alcune minacce di morte che gli sono stati inviati al cellulare. Un numero visibile, ma sconosciuto all’avvocato, avrebbe mandato tra gli altri anche un messaggio in cui si leggeva: Alle tre di notte vieni a Macchiatonda e vediamo chi crepa”.

Insulti, allusioni alla sua carriera sono pervenuti uno dopo l’altro sul suo cellulare da un telefono che nonostante abbia provato a richiamare risultava sempre spento. Per il momento non ci sono indizi che farebbero pensare ad un collegamento con il caso in cui è imputato Landolfi.