Domani si celebrerà la settima edizione della “Giornata contro lo spreco alimentare”

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Eliminare la cattiva abitudine di gettare il cibo nella spazzatura. La prevenzione degli sprechi a livello domestico produce un ruolo fondamentale nella protezione dell’ambiente, ed è strettamente legata al valore della produzione agricola, a sistemi di coltivazione a basso impatto ambientale e rispettosi della biodiversità, quindi alla salute dell’uomo.

La giornata di prevenzione dello spreco alimentare venne celebrata per la prima volta il 5 febbraio 2014 in Italia. La giornata è stata ideata ed istituita dalla campagna Spreco Zero e Università di Bologna – Distal con il Ministero dell’Ambiente, per iniziativa del coordinatore PINPAS Andrea Segrè. Nel 2004 furono convocati gli “Stati generali” della filiera agroalimentare italiana. PINPAS, promosso da Ministero dell’ambiente, è il Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare.

Eliminare la cattiva abitudine di gettare il cibo nella spazzatura

Per questo è dedicata a “cibo e salute” la 7^ Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare: prevenire gli sprechi significa anche presidiare la salute dell’uomo e quella dell’ambiente. #sprecozero 2020: la degustazione

La 7^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare si concluderà a Roma  con l’Aperitivo #sprecozero con degustazione dei piatti cucinati dagli studenti dell’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti: ricette d’autore che utilizzano ingredienti di recupero e dalle eccedenze della grande distribuzione.  Un esempio da imitare nelle, nostre realtà cittadine, presso gli istituti scolastici per educare le nuove generazioni alla prevenzione degli sprechi alimentari.

Analizziamo insieme i contenuti del  Kit Educativo predisposto nell’ambito del PROGETTO REDUCE per sensibilizzare i bambini frequentanti le mense scolastiche a non sprecare il cibo.

I risultati del progetto REDUCE hanno evidenziato come durante il servizio di ristorazione nelle mense scolastiche si vengano a produrre elevate quantità di spreco alimentare, pari a circa 120 g di cibo gettato al giorno per ciascun bambino, corrispondente a circa il 22% della quantità preparata.

Le ragioni legate allo spreco del cibo sono diverse: educazione alimentare insufficiente, inappetenza a causa di spuntini di metà mattina troppo abbondanti, non gradimento delle pietanze preparate, refettori non sempre adeguati alla destinazione d’uso, qualità organolettica del cibo non sempre appropriata, poca consapevolezza dell’entità di cibo che giornalmente sprecato ed altre ancora.

In funzione del quadro appena delineato, il progetto REDUCE intende promuovere un profondo cambiamento culturale fra i consumatori finali ed in particolar modo tra più giovani, insegnando loro sin primi anni di scuola a ridare valore al cibo e sensibilizzandoli sul problema dello spreco alimentare e sulla necessità di prevenirlo e ridurlo.

A tal fine è stato realizzato un kit di educazione e sensibilizzazione contro lo spreco alimentare rivolto agli alunni della scuola primarie e che prevede anche il coinvolgimento delle loro famiglie.

Il kit didattico costituisce un vero e proprio strumento ludico per diffondere la cultura anti-spreco e promuovere una maggiore sensibilità sul tema della lotta allo spreco alimentare. Esso si propone come un percorso sperimentale di educazione attiva che includa anche una dimensione manuale, sensoriale, e relazionale. Il kit è stato sviluppato in modo da poter essere facilmente integrabile ai contenuti previsti nella programmazione didattica per la scuola primaria e declinabile in base alle specificità delle diverse materie di insegnamento e alle differenti classi di età.

Fonte www.massacritica.it   VII  Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare

Da www.massa-critica.it  traiamo le cifre eloquenti del fenomeno dello spreco alimentare in Italia.

Lo spreco alimentare in Italia vale lo 0,88% del Pil pari a oltre 15 miliardi di euro. Scorrendo il Rapporto Waste Watcher 2019, gli effetti della sensibilizzazione si sentono e balzano immediatamente all’occhio: 2 italiani su 3 il 64% degli intervistati, dichiarano di gettare il cibo solo una volta al mese (16%) o persino più raramente (48%). Il 15% lo fa una volta alla settimana e il 13 ogni due settimane, solo l’1% dichiara di sprecare quotidianamente il cibo. I dati sono tanto più rilevanti se comparati alle rilevazioni 2014/2015, quando 1 italiano su 2 dichiarava di gettare il cibo ogni giorno: lo spreco alimentare è senz’altro uno dei temi di sostenibilità sui quali la campagna di sensibilizzazione Spreco Zero ed Expo 2015 hanno maggiormente inciso. 4 italiani su 10 (il 38%) dichiarano oggi che la quantità di cibo acquistato e non consumato è diminuita rispetto a due anni fa. Ma sotto un profilo di rilevazione sociale colpisce un altro dato, quello legato alla “hit” degli sprechi degli italiani: proprio il cibo è saldamente in testa, negli ultimi 5 anni lo spreco alimentare supera di gran lunga la percezione degli sprechi idrici, energetici o monetari. Il settore alimentare è quello in cui si spreca di più per il 74% degli italiani, era il 60% nel 2014. Mentre lo spreco idrico segue per il 48%, quindi gli sprechi legati a mobilità (25%) ed energie elettrica (22%). Meno evidenti gli sprechi di denaro e tempo: colpa di un potere d’acquisto sempre piu’ debole?

Parlando di spreco “percepito” e non monitorato realmente in casa, secondo gli italiani in casa si gettano 2,4 kg di cibo ogni mese a famiglia (ca 600 grammi settimanali), per un valore corrispettivo di 28 €. Quali rimedi antispreco sono più frequentemente adottati dagli italiani? Il 65% provvede a un check della dispensa prima di fare la spesa, il 61% congela il cibo a rischio deperibilità e il 54% cerca di prevenire controllando la quantità di cibo ottimale prima di cucinarlo. Più di 1 italiano su 2 (52%) verifica l’edibilità del cibo prima di risolversi a buttarlo, il 44% affronta il test dell’assaggio. Molti si dedicano a ricette con cibo di recupero dagli avanzi del pasto prima (48%), solo 1 italiano su 3 (34%) richiede al ristoratore una bag per trasportare a casa il cibo che non è riuscito a consumare e solo 1 italiano su 5 (22%) dona al vicino il cibo in eccesso a rischio spreco. Waste Watcher, Osservatorio nazionale sull’Economia circolare, la sostenibilità e gli sprechi, esamina le abitudini di acquisto, oltre a quelle di gestione del cibo: e conferma che i negozi al dettaglio sono sempre meno frequentati dai consumatori (18%), così come il mercato (15%) a favore della schiacciante concorrenza dei supermercati (7 italiani su 10) e ipermercati (3 italiani su 10). Da segnalare l’avanzata degli acquisti online, praticati dall’8% degli intervistati.

La battaglia giornaliera contro lo spreco di cibo. Nel Lazio sono quasi 500.000 le persone in condizione di povertà relativa.  Condividere i bisogni per condividere il senso della vita.

L’esortazione di papa Francesco pronunciata nel 2013 contribuisce eloquentemente a combattere la buona battaglia contro lo spreco di cibo :  “La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera …. Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici. … Invito tutti a riflettere sul problema della perdita e dello spreco del cibo per individuare vie e modi che, affrontando seriamente tale problematica, siano veicolo di solidarietà e di condivisione con i più bisognosi.… quando il cibo viene condiviso in modo equo, con solidarietà, nessuno è privo del necessario, ogni comunità può andare incontro ai bisogni dei più poveri”.