Nostra intervista a Fortunato Mannino segretario generale della CISL di Viterbo sulle priorità economico sociali della Tuscia

Stefano Stefanini

Lotta allo sfruttamento, termalismo, agricoltura di qualità, turismo e piccola industria innovativa.

Nel corso dell’intervista televisiva concessa a chi scrive e al collega Gaetano Alaimo, visibile sugli schermi di Teleorte e su www.teleorte.it e www.newtuscia.it da sabato pomeriggio,   il segretario generale della Cisl della provincia di Viterbo Fortunato Mannino ha tracciato i caratteri della strategia del sindacato viterbese rispetto alle problematiche del lavoro, economiche e sociali della provincia.

La prima domanda è stata quella relativa alla massiccia e laboriosa presenza di lavoratori extracomunitari nei settori agricoli della provincia ed all’intollerabile violenta  aggressione subita dai sindacalisti della CGIL impegnati nell’informazione ai braccianti agricoli, in  gran parte stranieri, sui loro diritti di tutela delle condizioni di lavoro e del collega giornalista Daniele Camilli, nell’esercizio del diritto di cronaca, da parte di alcuni datori di lavoro.

Ai sindacalisti e al giornalista Camilli e’ stata rivolta la piena solidarietà ed espressa condanna degli aggressori da parte dei vertici della CISL viterbese,  di chi scrive  e di Gaetano Alaimo.

Il lavoro, i giovani, gli anziani, il calo demografico, la mancanza di infrastrutture o il mancato adeguamento di quelle esistenti sono le problematiche generali che il sindacato cura con particolare impegno su tutti i tavoli di trattativa con le istituzioni territoriali comunali, provinciali e regionali, oltre che principalmente con i datori di lavoro dei settori produttivi della Tuscia.

Su sollecitazione di Gaetano Alaimo,  Mannino parte dal turismo, il settore che, al momento, più di ogni altro, può offrire ampi margini di lavoro e progresso per il nostro territorio.

Secondo il segretario provinciale della CISL turismo vuol dire arte, archeologia, enogastronomia, cultura, natura, bioagricoltura, elementi che la nostra provincia possiede in quantità e di alta qualità!  Non trascuriamo il fatto che Viterbo ha una carta in più: il termalismo.

Su questo punto Fortunato Mannino si augura che il definitivo recupero delle ex terme INPS possa concludersi. L’utilizzo delle terme non deve più solo riguardare l’aspetto terapeutico ma deve estendersi ad una valenza turistica: nuove strutture ricettive, complementari a quelle già esistenti, permetterebbero alla città il salto di qualità tanto atteso anche a livello internazionale.

Ovviamente deve essere garantito il rispetto del territorio, i suoi usi e costumi, valorizzando le sue tipicità.

Va svolto un lavoro di squadra che deve vedere impegnata la politica, gli operatori del settore, la tecnologia, che oggi avvicina le persone di tutto il globo, e le infrastrutture messe a disposizione. Non possiamo permetterci un turismo di massa mordi e fuggi in luoghi dalla fragile resistenza; va strutturato, reso responsabile e rispettoso. Solo così può diventare fonte di sviluppo vero, duraturo e che salvaguardi l’ambiente.

È il turismo responsabile che riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto/dovere di difendere il proprio territorio garantendo uno sviluppo sostenibile.

Su domanda di chi scrive Fortunato Mannino sostiene che unaltra importante possibilità di sviluppo può essere ritenuta la terra”. Sono sempre di più i giovani che tornano a fare i contadini ma in modo diverso dai loro nonni. Si riscoprono antichi mestieri come quello dellagricoltore e dellallevatore ma vengono oggi svolti unendo tradizione e innovazione, imprenditorialità e rispetto per lambiente.

La ricerca sul biologico, la filiera a chilometri zero, la qualità dei prodotti e la cura per l’ambiente sono aspetti che nei moderni agricoltori sono fondamentali; nel prossimo futuro tutto ciò dovrà sposarsi con la tecnologia: trattori a guida autonoma, stazioni meteo hi-tech, reti di certificazioni digitali, mappature satellitari per il terreno, collari elettronici per il bestiame, ecc.  Ovviamente si dovranno formare gli agricoltori di domani affinché sappiano utilizzare ciò che la tecnologia 4.0 metterà a loro disposizione. Solo così l’agricoltura potrà diventare nuova fonte di lavoro e di sviluppo sostenibile.

Un tema su cui sempre i sindacati viterbesi, ed in particolare la CISL, si sono battuti è costituito dal potenziamento delle infrastrutture, ferroviarie e stradali.      Epalese che per raggiungere ottimi risultati, dobbiamo poter contare su infrastrutture degne di questo nome. Ci auguriamo di poter vedere il completamento della Orte-Civitavecchia; vedere un collegamento ferroviario con Roma adeguato a quello che un Paese industrializzato, nel terzo millennio, dovrebbe avere.

Mannino precisa, rispetto alla domanda di Gaetano Alaimo, che nelle strategie sindacali del 2020 non si può dimenticare la cultura: è una parte importante nello sviluppo di una città e spesso e volentieri è stata usata in modo inappropriato e strumentale dai vari politici di turno.

Il centro delle città devono tornare ad essere luogo e abbandonare la definizione di “non luogo” ,che più le si addice osservandolo oggi. Ciò può avvenire riportando gli uffici, amministrativi e privati, e le attività commerciali al “centro” della politica, nel “centro” della città; dove si favorisca una circolazione del traffico sostenibile prevedendo parcheggi fuori le mura, per i non residenti, con servizi navette.  Vanno poi recuperati tutti gli spazi in disuso e semiabbandonati convertendoli il luoghi d’arte, musica, teatro, laboratori, convegni, cinema e musei e destinandoli in primis alle realtà più serie e di eccellenza.

Tutto ciò potrebbe portare alla costituzione di start up, cooperative e gruppi di lavoro che coinvolgano positivamente anche luniversità della Tuscia con tutte le sue facoltà. Si può cambiare e ci si deve attivare per una nuova idea di città.

Su specifica domanda di chi scrive in merito alle vertenze occupazionali della Tuscia, Fortunato Mannino ha posto in risalto  che la a crisi degli ultimi anni ha visto soccombere importanti imprese nel nostro territorio: lAlta, la Maico, la Securpol, alcune diverse realtà del distretto della ceramica di Civita Castellana, numerose piccole e medie aziende edili; altre società hanno un futuro ancora incerto, come la Unopiù.

Queste crisi aziendali hanno impoverito il nostro fragile territorio, hanno provocato un aumento della disoccupazione e, cosa ancor più grave, è tutto avvenuto nella più totale indifferenza della politica e delle istituzioni territoriali.

Fortunatamente, ci sono anche segnali di speranza, di un risveglio dellingegno di alcuni nostri brillanti cittadini.

Il segretario generale della CISL ha poi riferito come a fine 2019 ha potuto assistere alla premiazione di cinque  aziende coraggiose nell’evento “Made in Lazio”. Cinque  belle storie imprenditoriali di coraggio ed innovazione: occhiali fatti in legno dulivo, fogli di giornali o fondi di caffè, coltivazioni in serra in assenza di terra e con minime quantità dacqua, applicazioni che consentono di associare musica al vino. Loriginalità e linnovazione hanno permesso di rilanciare aziende in difficoltà che sono tornate ad essere protagoniste in italia e allestero.

Come più volte ribadito da Mannino sui vari tavoli di trattativa istituzionale e occupazionale, da qui si deve ripartire, usare lingegno che ci ha sempre contraddistinto, in settori oggi cruciali come lo sviluppo sostenibile, la green economy. Sono segnali interessanti che vanno promossi, sostenuti, invogliati.

Mannino ha poi concluso l’intervista a Teleorte e newtuscia.it affermando che la Cisl di Viterbo intende ribadire su tutti i tavoli di confronto  la visione di sviluppo che le diverse anime al suo interno hanno e la loro disponibilità a confrontarsi con chiunque abbia a cuore il futuro del territorio e dei suoi cittadini.