Processo sul giallo di Ronciglione, oggi la prima assise. Rinviato al 5 marzo la decisione sull’ammisione delle Parti civili

T.A.

NewTuscia – VITERBO – Al via l’Assise sul giallo di Ronciglione. Questa mattina si è svolta la prima udienza sostanziale di Corte di Assise, presieduta dal Giudice dott. Mautone, giudice a latere dott. Colonnello e i componenti della giuria popolare. L’avvocato Marini difensore dell’imputato Andrea Landolfi Cudia, presente in aula, pallido con barba curatissima e comportamento composto, ha sollevato l’eccezione in via preliminare chiedendo la nullità assoluta o l’invalidità del decreto di citazione a giudizio per quanto riguarda la non presenza di tutte le persone offese nello stesso in quanto mancherebbe la nonna, colpita e malmenata dall’imputato, Mirella Iezzi.

Insieme a tutto ciò la mancanza nella costituzione di Parte Civile di documentazione che certifichi la parentela con la vittima come la dichiarazione di successione.

Il Pubblico Ministero dott. Pacifici e la Parte Civile avvocato Fuccisano si sono opposti. La Corte, dopo essersi ritirata, ha configurato la legittimazione dei soggetti costituiti nell’atto di Parte Civile: Arcuri Natale, Acciardi Caterina, Arcuri Domenico e Miriam, in quanto identificati quali persone offese nel decreto di giudizio immediato del 15/10/2019, ma riserva al merito la loro effettiva legittimazione per ciò che concerne il risarcimento danni.

Invece, per l’altra eccezione, accetta la richiesta della Difesa in quanto la nonna dell’imputato Mirella Iezzi assume la veste di persona offesa, ugualmente indicata nel predetto decreto di giudizio immediato, ritenendo trattarsi di nullità relativa rilevabile di ufficio, pertanto per porre rimedio alla svista occorre integrare il provvedimento.

Dunque la Corte dispone la notificazione del decreto di giudizio immediato alla Iezzi nella qualità di persona offesa rinviando l’udienza al 5 marzo p.v. dove ci sarà la decisione sull’ammissione delle Parti Civili.

Una nota di umanità al termine dell’udienza quando è stato concesso all’imputato un abbraccio ai familiari. La vita può portarci a situazioni non previste e a parti anche alterne, occorre restare comunque umani e immedesimarsi in entrambi i casi. Il sangue non è acqua, questo vale per tutti.