Approvate dalla Regione Lazio le linee guida sugli interventi di rigenerazione urbana

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Sono state recentemente approvate  le linee guida per la redazione di delibere ed elaborazioni tecniche relative all’applicazione della legge sulla rigenerazione urbana. Un provvedimento che consentirà di offrire un ulteriore strumento di semplificazione ai Comuni del Lazio per una corretta ed uniforme attuazione della normativa. In particolare, la determinazione regionale fornisce indicazioni chiare ed univoche per favorire una puntuale predisposizione degli atti e arrivare ad una veloce approvazione delle delibere in piena aderenza con i principi della legge sulla rigenerazione urbana.

Lo scorso anno circa 50 Comuni hanno recepito la normativa con un atto di Giunta o di Consiglio, mentre sono oltre 100 le amministrazioni locali che hanno avuto riunioni con gli uffici della Direzione regionale Urbanistica e hanno avviato le procedure per il recepimento della legge sulla rigenerazione urbana. L’istituzione dell’Ufficio Rigenerazione, infatti, ha permesso di supportare i Comuni nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme, oltre che nella redazione dei relativi provvedimenti.

“La Regione fornisce un sostegno importante alle amministrazioni locali per favorire il recepimento della legge: prima con l’istituzione dell’Ufficio Rigenerazione, che ha riscosso il plauso dei Comuni, e ora anche con la pubblicazione delle linee guida, che consentono agli enti locali di ricevere tutte le informazioni e l’assistenza necessarie per predisporre gli atti in maniera corretta”- così Massimiliano Valeriani, assessore all’Urbanistica e alle Politiche abitative.

La proposta di Legge n.365 “Norme per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio”,  approvata nel 2019  dal Consiglio regionale del Lazio, permette  di concretizzare interventi di riqualificazione anche per città non capoluogo di provincia e quindi permetterà un’estensione  della lotta al degrado urbanistico anche nei piccoli centri urbani.

Lo scopo della Legge sulla rigenerazione urbana e il recupero edilizio del Lazio  è quello di favorire la riqualificazione di aree urbane degradate, di migliorare le dotazioni pubbliche territoriali, di razionalizzare il patrimonio edilizio esistente, di adeguarlo alle norme antisismiche, di incoraggiare il miglioramento della qualità architettonica e le sostenibilità energetico ambientale.

La legge persegue, secondo quanto si legge nella relazione di accompagnamento, “la riqualificazione della città esistente diminuendo il trend del consumo del suolo, in aderenza all’obiettivo europeo del 2050 con il consumo di suolo pari a zero, e aumentando le dotazioni territoriali con la realizzazione di nuove opere pubbliche ovvero il completamento e l’integrazione di quelle esistenti”.

Tra gli obiettivi della proposta anche la semplificazione delle procedure.

L’ambito di applicazione si vuole circoscritto agli edifici in regola o condonati che sono presenti in zone già urbanizzate. Escluse espressamente le aree agricole e quelle destinate ad attrezzature e impianti di interesse generale. “Un ruolo centrale è riconosciuto ai Comuni”, ha sottolineato Michele Civita.

La normativa, infatti, fa spesso rinvio a questi enti locali per scelte e valutazioni degli interventi di rigenerazione o di recupero, fermi i limiti dati da piano territoriale paesistico regionale (Ptpr) e strumenti urbanistici. Spetterà proprio ai Comuni definire gli ambiti territoriali per gli interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione degli edifici e recupero edilizio. La proposta punta a definire, inoltre, la disciplina dei cambi di destinazione d’uso, degli interventi diretti, di quelli con permesso di costruire convenzionato e di quelli per valorizzare la fruizione dei territori costieri, nel rispetto di Ptpr e previa autorizzazione paesaggistica.

Un ruolo centrale è riconosciuto ai Comuni. Nei  nove articoli della legge  si attribuisce alle amministrazioni comunali un ruolo centrale nella   scelta,  nella valutazione e nella programmazione  negli interventi di rigenerazione urbana e di recupero edilizio.

Fondamentali le previsioni  in materia di efficientamento energetico e miglioramento sismico del patrimonio edilizio. Sono stati approvati emendamenti sulle zone agricole fornendo risposte  alle esigenze ed attività specifiche delle stesse, completando per così dire le previsioni dell’agosto scorso sulla multifunzionalità. E’ stata demandata ai Comuni la decisione sull’istituzione del pagamento del  contributo straordinario.

Altro importante emendamento quello che ha chiarito le previsioni  introdotte con la proroga prevista dalla legge di stabilità, eliminando le disparità tra quanti dovevano attenersi al piano casa presentando le domande entro il 31 dicembre 2016 e quelle presentate dal 1 gennaio 2017 al 1 giugno, prevedendo ulteriori 30 giorni per la presentazione della documentazione a corredo.

Fondamentale anche l’emendamento presentato dalla “Commissione Terremoto” che consente ai Comuni del cratere, come individuati nell’allegato 1  del DL 189/2016, e nella sola fase di ricostruzione, varianti al Piano di Fabbricazione.

Nei primi due articoli sono affrontate le disposizioni che definiscono, rispettivamente, finalità e ambiti di applicazione della legge e disciplinano i programmi di rigenerazione urbana. Sono previsti interventi nelle  zone individuate dal Piano territoriale paesistico regionale (Ptpr) come “paesaggio degli insediamenti urbani” e “paesaggio degli insediamenti in evoluzione”.

Le opportunità di finanziamento  da utilizzare per la realizzazione di varianti di collegamento tra nodi di interscambio tra modalità di trasporto ferroviario, veicolare e merci.

L’articolo 2 definisce invece il ruolo dei Comuni nella definizione degli ambiti territoriali per interventi complessi per riqualificare il contesto urbano e dotarlo di opere pubbliche.

Pensiamo ad un’opera fondamentale per la viabilità  di interscambio auto-treno-gomma del nodo viario di  Orte, il più importante della Tuscia  e  per certi aspetti del per capirci la variante di collegamento tra il parcheggio di interscambio della stazione  ferroviaria con l’area autostradale e interportuale, all’intersezione tra viabilità autostradale, l’itinerario Europeo E45 e di collegamento tra Mestre-Ravenna e Civitavecchia,  con alleggerimento notevole di traffico e inquinamento cittadino. S

Vengono poi previsti articoli che riguardano le disposizioni per il cambi di destinazione d’uso degli edifici (articolo 4), gli interventi da attuarsi con il permesso di costruire convenzionato (articolo 6) e le dotazioni territoriali e le disposizioni comuni (articolo 7). L’art. 7 bis  invece riguarda le aree demaniali e gli arenili.

Tra le norme da segnalare quella secondo cui toccherà ai comuni, anche su proposta dei privati, individuare gli ambiti territoriali di riqualificazione urbana e recupero edilizio nei quali saranno consentiti – acquisito il titolo abilitativo o il permesso di costruire convenzionato – interventi di ristrutturazione edilizia o di demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti con il riconoscimento di una volumetria o di una superficie lorda aggiuntive al massimo del 30 per cento.

Consentiti i mutamenti di destinazione d’uso previsti dagli strumenti urbanistici generali vigenti o compatibili e complementari all’interno di specifiche categorie funzionali.

Consentite, a particolari condizioni dettate dalla futura legge, le delocalizzazioni delle ricostruzioni in aree trasformabili all’interno dell’ambito territoriale. Introdotto un incremento delle premialità del 5 per cento nel caso in cui gli interventi siano realizzate attraverso concorsi di progettazione per garantire una maggiore qualità degli int