Mafia viterbese, nove degli arrestati chiedono il rito abbreviato

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NewTuscia – ROMA – Lo smantellamento nel gennaio del 2019 della banda di stampo mafioso capeggiata da Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi ha portato all’arresto di 13 persone; su queste, 9 hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, che prevede in caso di condanna lo sconto di un terzo della pena.

Rito abbreviato il 10 febbraio dunque per il boss Rebeshi (Trovato formalizza la richiesta il 24 gennaio trovandosi al momento in ospedale con Gazmir Gurguri), il barista Luigi Forieri e la commessa Martina Guadagno, come per lo stesso Sokol Dervishi, braccio destro di Trovato che in un certo senso ha fatto pendere la bilancia a favore di questo procedimento anche per la maggior parte degli altri accusati con la sua decisione di collaborare con gli inquirenti e di rivelare le informazioni in suo possesso. Nella lista si sono aggiunti anche Spartak e Shkelzen Patozi, due fratelli albanesi, la compagna di Trovato Fouzia Oufir e l’operaio viterbese di 32 anni Gabriele Laezza.

Mentre Manuel Pecci, parrucchiere 30enne, e Gabriele Erasmi, artigiano di 51 annni, i due viterbesi, nonché gli unici ai domiciliari, sono pronti ad affrontare il processo col rito ordinario e risponderanno alle accuse di concorrenza in alcuni delitti nell’ambito della presunta associazione di stampo mafioso il 9 marzo davanti al tribunale viterbese. L’avvocato di Ionel Pavel, il romeno 36enne, chiede invece il non luogo a procedere.

La decisione viene dal Gip romano Emanuela Attura, che ha ripreso oggi l’udienza preliminare degli imputati.