A Filippo Rossi piace vincere facile…

Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Filippo Rossi non le ha mandate a dire nemmeno questa volta. Il demiurgo di Caffeina nel “suo” teatro, con il suo giornalista preferito e davanti ad una platea “amica”, non le ha mandate a dire. Il che, in soldoni, significa che la libertà di dire quello che Rossi aveva da tempo pronto ad esplodere, parafrasando molti articoli e sue dichiarazioni sul mezzo che preferisce per dirle tutte, ossia facebook, lo ha fatto senza grossi effetti di ritorno.

Leggendo su altra stampa l’esito di questo incontro che, se si vuole, può sembrare un incontro di calcio a metà campo e ad una sola porta, quella della squadra di Filippo Rossi, senza l’avversario, si evince abbastanza chiaramente la solita cantilena rotta di un Comune di Viterbo “taccagno” che non ha permesso a Caffeina di diventare il propulsore di un cambiamento generale cultural-turistico per Viterbo.

I problemi dei mancati pagamenti a chi ha lavorato giorno e notte per Caffeina? Deriverebbero tutti da qui: dal coinvolgere solo i privati e, quindi, dal dovere prediligere l’utilizzo dei soldi in funzione degli allestimenti e delle spese vive per Caffeina ed i passati Christmas Village.

Il contenzioso con la Fantaworld e il nuovo villaggio di Natale di Viterbo? Per Rossi il lavoro svolto “lo abbiamo voluto fare troppo bene e per fare le cose strafiche abbiamo assunto troppa gente, che alla fine non siamo riusciti a pagare. Al contempo, poi, il comune ci ha chiesto, ad esempio, i 5mila euro per l’affitto dei locali dell’ex Zaffera, che non hanno neanche una mattonella a norma. Ecco, quei 5mila euro non sono stati tolti a Filippo Rossi ma al ragazzo che da due anni deve ancora prendere 500 euro per il Caffeina Christmas Village”. Tradotto: si propone la realizzazione di un evento di grande portata, presupponendo, quindi, al contempo, alta capacità gestionale, salvo poi prendercela col Comune di Viterbo se l’uso dei locali non sono a norma (allora perché utilizzarli?) e collegare i mancati pagamenti (anche dopo due anni!) ai ragazzi a magagne come queste.

Certo, è questione di punti di vista, in generale si dovrebbero affiancare le lamentele ormai croniche del padre di Caffeina per i mancati investimenti pubblici alla capacità manageriale che dovrebbe dirti se si può o no fare un festival “strafico” come Rossi lo definisce. E, se la risposta fosse negativa, evitare di farlo onde evitare di lasciare anche chi lavora senza compenso. Ma è solo un nostro punto di vista, ovviamente.

Di incompatibilità di Barelli, ritirata fuori dalla Fantaworld, ne avevamo già parlato. Si possono, rimanendo sul tema dei rapporti tra i fondatori di Caffeina e la politica locale, ricordare le performance di Rossi quando era in consiglio comunale e le possibilità che ha avuto anche da amministratore di cambiare Viterbo per renderla migliore. Salvo dedicarsi alla ricerca dei pokemon prima dell’inizio delle sedute in Aula.

Quindi i costi per restare a Viterbo e fare un festival come Cristo, pardon, Rossi comanda.

“Se il festival si farà – dice ancora Rossi nell’articolo del suo giornale preferito – dovrà essere fatto come Cristo comanda. Quando sento dire che il suo livello si è abbassato, mi piange il cuore. Ma il livello si è abbassato perché non ci sono i soldi. Per fare il festival servono 500mila euro, di cui 100mila euro per la pubblicità nazionale. Non sono niente”. Quindi Arena è avvisato. O sborsa una quota parte sostanziosa del mezzo milione, sì avete capito bene, mezzo milione di euro per rifare Caffeina, o Rossi persevererà a rimanere a Sutri ed in altri lidi.

Un paio di domande rapide rapide.

Davvero un festival deve costare mezzo milione di euro per essere davvero “fico”? E qual è, nella concezione di Rossi, un festival “fico”? Serve essere esperti di organizzazione eventi come Filippo Rossi per capire che il Comune di Viterbo non può permettersi di tirare fuori centinaia di migliaia di euro sapendo com’è combinato economicamente? Siamo certi che l’edizione del Christmas village targato Fantaworld sia così fallimentare? A noi non risulta e, sinceramente, gli allestimenti scenici sono di primo livello. Per i numeri se ne parlerà a consuntivo.

Filippo Rossi rimane un grande show man ed un uomo di alta intelligenza e, l’evento del 4 gennaio, fa parte della sua grande capacità retorica e di comunicazione per mantenere alta l’attenzione (certamente molto scemata negli ultimi anni) su di lui…