Graforubrica. L’Uomo, l’avventura e la poesia

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e Newtusciani/e, quanti amici virtuali avete nei vari social che non conoscete, ma che seguite? Penso molti, come anch’io d’altronde. Uno dei miei amici virtuali scrive poesie e ama Corto Maltese, simbolo di libertà e avventura. L’ho contattato e si è reso disponibile ad inviarmi una sua firma. Osserviamola insieme:

firma chiara, spaziata, convessa con paraffo sotto il nome (indipendenza di carattere, fiducia nelle proprie capacità, manifestazioni di pensiero dirette e definite sia con se stesso che con gli altri), il gesto finale del nome rivela che spesso è più proiettato verso un mondo ideale che reale e lo fa con energia, ma che la stessa, a volte, non lo sostiene e pertanto, non riesce sempre a finire ciò che ha iniziato.

Sono presenti acuminazioni e gesti curvilinei, lancio della barretta della lettera “T”  con uncino finale, “m” e “n” ad arcata ed il tratto è pastoso con porosità (intelligenza penetrante e vivace, senso critico, tenacia mista a delicatezza d’animo e ad inquietudine, sensorialità), tali caratteristiche grafologiche in ensemble fanno presupporre un uomo con slanci, ma anche con protezioni e difese, magari preferisce esprimere il proprio mondo interiore sulla carta dove c’è meno possibilità di venire feriti.

Se capovolgiamo la firma il simbolismo grafico ci fa osservare una finestra aperta sul mondo (E maiuscola), mondo contenuto su due binari paralleli (paraffo del nome e barretta della “T”) nell’eterno dualismo tra il bene e il male, l’amore e l’odio in cui il palloncino con il cuore un po’ ammaccato si colloca (la lettera “o”), tendente verso la terra, ma con la possibilità di volare altrove. Interessante la lettera “r”, la lettera “forte e potente” dell’alfabeto, da semplice che era capovolgendola è diventata importante, come un geroglifico misterioso, un proverbio dice: “attento a ciò che desideri, potrebbe realizzarsi!”.

Vi auguro un Lieto e Santo Natale con una sua poesia:

“Tu appartieni al mondo magico degli orchi, delle fate e degli amanti disperati.

Se ti addormenterai all’ombra del grande faggio io ti risveglierò col più ardente dei baci, tra farfalle colorate e cerbiatti gelosi.

Se da lontano gli occhi di brace dei lupi affamati ci spieranno curiosi nel bosco oscuro, io ti stringerò a me, e tu ti scioglierai nel più bello dei sorrisi”.

Ermanno Telch