Treno storico da Roma a Viterbo il 22 dicembre ed il 6 gennaio. “Il 2020 sarà l’Anno del treno turistico”

Stefano Stefanini

Si svolgerà domenica 22 dicembre e lunedì 6 gennaio giorno dell’Epifania il treno storico da Roma a Viterbo per la visita al Christmas Village, come anticipazione del 2020,  dichiarato Anno del Treno Turistico.

“Il 2020 sarà l’Anno del treno turistico”.  Come riportato dall’Agenzia giornalistica Ansa,  ad annunciarlo è il ministro per i Beni le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini, nel corso dell’audizione alla Commissione attività produttive della Camera dei Deputati.
“Dopo il 2016 Anno nazionale dei cammini, il 2017 Anno nazionale dei borghi, il 2018 Anno del cibo italiano e il 2019 Anno del turismo lento – ricorda il ministro – è ora di promuovere un’altra forma di turismo che permetta al viaggiatore di percorrere il nostro paese in modo sostenibile e lungo le tratte storiche delle ferrovie, ammirando paesaggi magnifici e toccando località di struggente bellezza. Esistono 800 chilometri di tratte ferroviarie in disuso e abbandonate che attraversano parchi nazionali, aree protette e territori densi di storia e cultura”.

“Nel 2020 investiremo per potenziare, promuovere e valorizzare questa forma di turismo – conclude Franceschini – rispondendo all’esigenza di governare la crescita impetuosa dei flussi turistici che registreremo nei prossimi anni e che non potrà concentrarsi nelle sole grandi città d’arte, che già stanno vivendo fenomeni di sovraffollamento e che vanno tutelate. Dobbiamo promuovere un turismo sostenibile, fatto di persone che vengano in Italia a cercare le eccellenze e rispettino la fragilità del nostro patrimonio”.

Come noto, il 2019 in Italia è stato l’anno del turismo lento, dedicato alla scoperta di itinerari sostenibili per scoprire il Belpaese in modalità slow.

A piedi, in bicicletta, a cavallo, con le ciaspole ai piedi se c’è la neve, a bordo di un treno che percorre tratti ferroviari storici da recuperare (linea Orte Capranica Civitavecchia) o funzionanti, da ristrutturare o in corso di ristrutturazione come la Roma-Civita Castellana -Viterbo: purché sia un tipo di turismo green, a contatto con la natura.

Più volte nel  programma televisivo Fatti e Commenti, condotto da chi scrive e da Gaetano Alaimo, in onda sugli schermi di Teleorte e visibile on line su www.teleorte.it e www.newtuscia.it abbiamo ospitato Raimondo Chiricozzi, presidente  del Comitato per la riapertura della linea ferroviaria storica Orte Capranica Civitavecchia per illustrare il programma  e le finalità  dei Viaggi dei treni turistici  allestiti in questi anni da Roma con destinazione a Orte, Manziana,  Capranica Sutri, Ronciglione e Viterbo.

“Come il 2016 è stato l’anno nazionale dei cammini, il 2017 l’anno nazionale dei borghi e il 2018 l’anno del cibo italiano, il 2019 è stato l’anno del turismo lento” il  2020 sarà dedicato alla valorizzazione del treno turistico.

“Il 2019 anno del turismo lento ha  rappresentato un ulteriore modo per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative, dai treni storici ad alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo.

Investire  sul turismo sostenibile”, aveva concluso“è una strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà. Una strategia fondamentale per governare la crescita dei flussi turistici che ci attendiamo per i prossimi anni”.

Sarà soprattutto la montagna e le aree interne del Bel Paese a essere le grandi protagoniste  di quest’anno. Il turismo  storico ferroviario sarà il motore di sviluppo dei territori interni, con i loro borghi, i loro sentieri, i loro paesaggi e la loro artigianalità, tutti fattori che fanno del nostro Paese il più bello e più amato del mondo.

Slow tourism e Cammini d’Italia.  Il turismo lento viaggia a piedi: 6.600 Km di percorsi e 147 snodi mappati, questi i principali numeri della mappatura effettuata dall’UNC, che include percorsi dedicati ai santi italiani, come gli itinerari battuti dai francescani e dai benedettini; passeggiate letterarie, come gli itinerari alla scoperta di Dante Alighieri e altri grandi autori protagonisti di Parchi Letterari.

Infine, i “grandi classici” dei cammini e del turismo lento per eccellenza: la Via Appia, la Via Francigena, il Sentiero degli Dei, la Via degli Abati, il Sentiero Durer e decine di altri percorsi emozionanti.

Le Città Slow d’Italia.  Per chi non può rinunciare  a una vacanza in città,  si possono scegliere le visite  tra le destinazioni che aderiscono al progetto “Cittaslow”: la rete di Comuni medio-piccoli che si impegnano a migliorare la qualità della vita in un’ottica di turismo sostenibile.   La rete è stata fondata a Orvieto, capitale del turismo lento, nel 1999. La slow city umbra è un dedalo di viuzze pittoresche e misteriosi percorsi sotterranei.

Si stanno predisponendo nuove ciclovie nel Lazio. Per la mobilità sostenibile la regione Lazio ha promosso il Bando di 11 milioni di Euro  per le ciclovie.   Il programma della ciclovia Assisi-Roma prevede un passaggio  sulla Valle del Tevere.

Un provvedimento a favore della mobilità sostenibile, mirato alla difesa dell’ambiente e alla riduzione dell’inquinamento. La Regione ha messo a disposizione 11 milioni di euro di risorse

Veduta della  Valle del Tevere  percorsa da treni storici e piste coclabili ciclabile.

Ricordiamo che il 9 agosto 2017 n. 128  è stata approvata dal  Senato la legge che reca disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione, situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.

Una legge tra l’altro approvata all’unanimità: come ha dichiarato il ministro ai Beni ed alle Attività Culturali e il Turismo,  Dario Franceschini, “è importante che su un tema come questo tutte le forze politiche si siano unite. Un ringraziamento dunque per il prezioso lavoro che è stato fatto in Parlamento con il pieno sostegno del governo”.

L’Italia possiede migliaia di chilometri di ferrovie poco utilizzate o addirittura dismesse, che se adeguatamente risistemate e gestite potrebbero essere formidabili volani per un turismo lento e sostenibile,  I contesti paesaggistici e ambientali in cui scorrono i binari sono infatti spesso splendidi: dalle campagne toscane alle montagne sarde, passando per i laghi prealpini, gli Appennini, la Sicilia, sono moltissimi gli esempi in tutto il Paese.

Il provvedimento si compone di 11 articoli. All’articolo 2 si demanda a un successivo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, “l’individuazione e la classificazione come tratte ferroviarie a uso turistico le tratte, dismesse o sospese, caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico”, ma già sono nominate le 18 linee interessate, cui se ne potranno aggiungere altre in futuro:

1) Sulmona-Castel di Sangro (Abruzzo)

2) Cosenza-San Giovanni in Fiore (Calabria)

3) Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio (Campania)

4) Sacile-Gemona (Friuli Venezia Giulia)

5) Palazzolo-Paratico (Lombardia)

6) Castel di Sangro-Carpinone (Abruzzo/Molise)

7) Ceva-Ormea (Piemonte)

8) Mandas-Arbatax (Sardegna)

9) Isili-Sorgono (Sardegna)

10) Sassari-Palau Marina (Sardegna)

11) Macomer-Bosa (Sardegna)

12) Alcantara-Randazzo (Sicilia)

13) Castelvetrano-Porto Palo di Menfi (Sicilia)

14) Agrigento Bassa-Porto Empedocle (Sicilia)

15) Noto-Pachino (Sicilia)

16) Asciano-Monte Antico (Toscana)

17) Civitavecchia-Capranica-Orte (Lazio)

18) Fano-Urbino (Marche)

Nella gestione dei tratti di ferrovia interessati possono essere coinvolte associazioni e organizzazioni di volontariato operanti nei settori ferroviario, turistico, culturale e ambientale, come già peraltro succede spesso per molte delle linee individuate.

E la legge prevede anche la possibilità, evitando ovviamente ogni forma di promiscuità con la circolazione dei treni, che sulle linee ferroviarie dismesse o sospese possano circolare i cosiddetti ferrocicli, vale a dire veicoli a pedalata naturale o assistita su rotaia.

I futuri itinerari “storico-ferroviari e ciclo-escursionistiche del gusto, dei sapori e delle tipicità” alla linea ferroviarie Orte-Capranica-Civitavecchia-Viterbo.

In tal modo l’Associazione di volontariato è riuscita a creare in pochi anni e continua a fare in un settore nuovo come quello delle ferrovie turistiche che in Italia, nonostante questi primi passi importanti, è ancora tutto da scoprire e da sviluppare.

Con la legge sulle ferrovie storiche si aprono interessantissime prospettive di sviluppo per agli operatori della promozione turistica locale ed in particolare per l’intraprendentissimo “Comitato per la Riapertura della linea ferroviaria Orte-CapranicaSutri-Civitavecchia”, presieduto da Raimondo Chiricozzi  a partire dalla proposta di sperimentare nei fine settimana ed in coincidenza di particolari eventi  turistico-culturali o rievocativi  come Caffeina, le Rievocazioni Storiche Medievali, le Feste della Trebbiatura o della Vendemmia, la Raccolta delle olive, delle castagne  e delle nocciole, il Carnevale, presso le città d’arte ed i laghi di Vico e Bolsena o i  monti Cimini, e la Valle del Tevere degli  itinerari  “ storico-ferroviari e ciclo-escursionistiche del gusto, dei sapori e delle tipicità” alle linee ferroviarie Orte-Capranica-Civitavecchia-Viterbo.

La legge sulle linee storiche è un valida opportunità per lo sviluppo turistico di tutto il paese e per quanto ci riguarda del comprensorio dei Monti Cimini, della provincia di Viterbo e del centro Italia. Una grande conquista, che i componenti del comitato per la riapertura della ferrovia Civitavecchia-Orte o ferrovia dei Due mari, hanno regalato al territorio.

Grande soddisfazione per il provvedimento hanno espresso anche la Federazione Italiana delle Ferrovie Turistiche e Museali e la nuova Alleanza per la Mobilità Dolce (Amodo).

“Continueremo a seguire l’attuazione della norma perché il lavoro da fare è notevole” ha dichiarato Amodo. “E non mancano le criticità, come le risorse che devo essere ritrovate nel Contratto di Programma di RFI-FS per gli investimenti. Ma, finalmente, un passo in avanti sul “treno dei desideri” è stato fatto anche in Italia!”.