Vergaglia: Con la Brexit bisogna trasferire il tribunale dei brevetti ad Orvieto

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Con la vittoria di Boris Johnson in Gran Bretagna la Brexit diventa un fatto conclamato, l’ex capogrruppo M5S Lucia Vergaglia rilancia il progetto per portare nell’ex caserma Piave un importante ente europeo che dovrà lasciare Londra: «Abbiamo tutto l’interesse a provarci ed i documenti in regola per essere parte di questa negoziazione.». 

NewTuscia – ORVIETO – Riceviamo e pubblichiamo.Un progetto ambizioso quello proposto a suo tempo da Lucia Vergaglia, ex capogruppo del M5S orvietano, per il trasferimento ad Orvieto del Tribunale Unificato dei Brevetti, l’ente europeo che si occupa delle controversie legali e delle cause milionarie sulla farmaceutica e sui prodotti chimici. Un progetto che però fu approvato all’unanimità con il centro destra ed il centro sinistra che hanno voluto convergere su questa iniziativa e che poi la Giunta dell’allora sindaco Germani ha trasformato in delibera esecutiva. Ora con la vittoria in Inghilterra del partito di Johnson la prospettiva di una opportunità non ancora tangibile acquisisce maggior concretezza e diventa un obiettivo che una comunità coesa potrebbe effettivamente provare a raggiungere con il coinvolgimento del governo Conte e del ministero guidato da Luigi di Maio. Qui di seguito le parole affidati ai social da Lucia Vergaglia, che intanto è anche candidata nelle elezioni interne dei cosiddetti “facilitatori” del Movimento 5 Stelle.

«Get Brexit done, cioè sia fatta la brexit. Questo hanno proposto dal partito di Boris Johnson e pertanto questo hanno votato i britannici: in democrazia bisogna prendere atto dei risultati, e farlo con grande rispetto e nel migliore dei modi. A noi la cosa riguarda, e tanto. Ad Orvieto infatti nella mia esperienza politica ho avuto l’onore di presentare un progetto per portare, proprio in caso di Brexit, un importante ente europeo, Il tribunale unificato dei brevetti, dalla sede Uk nell’infrastruttura della ex caserma Piave (che è di proprietà comunale) della Corte vera e propria lasciando la sede di rappresentanza a Roma. Fu un progetto approvato all’unanimità e quindi anche con i voti delle attuali forze politiche di maggioranza in Comune, che è poi divenuto operativo come una delibera di giunta nel 2018.

Sarebbe davvero un peccato che da parte delle forze politiche sociali, intellettuali e culturali della città, che non si fosse dato seguito a quelle prospettive mentre nel frattempo l’unico altro antagonista, la città di Milano, non sembra ancora essere pronta. Sarebbe davvero peccato perdere una ennesima occasione per il solo fatto di non averci creduto abbastanza, e non solo da parte dell’amministrazione ma da parte dell’intera comunità.
Potete stare certi che i circoli dell’avvocatura Milanese stanno già prendendo contatto in queste ore con gli uffici della Farnesina, competenti in questo caso. Tuttavia noi abbiamo già gli atti esecutivi ed è un vantaggio non da poco considerando gli strettissimi tempi a disposizione.

In termini di ordine di grandezza con la Brexit diventiamo automaticamente la terza nazione Europea per quantità di brevetti In ogni caso il Tribunale ha competenza diretta su 38 stati cioè molti di più di quelli dell’Unione Europea. Insomma si tratta di un ente l’importante il cui trasferimento sarà a carico dell’Unione ed i cui costi di funzionamento ricadono sullo Stato, per la comunità locale rappresenta quindi un indotto rilevantissimo e prestigioso, per la comunità dei legali di quello che fu il circondario del tribunale di Orvieto non solo un’occasione di rivalsa ma anche una leva per riavviare il negoziato dopo la sciagurata riforma Cancellieri.

Qualora dovesse servire all’amministrazione c’è la mia disponibilità ad accompagnare queste fasi finali nell’interesse del nostro territorio e anche di un risultato di successo e qualità per lo stato italiano. Con la stessa chiarezza però voglio dirlo da subito che non c’è garanzia di successo e sarà necessario impegno e trasversalità, energia ed unione di intenti verso l’obiettivo che non a caso avevo indicato tra gli elementi di agenda politica quando attraverso la stampa ho reso pubbliche le 5 domande ai candidati a sindaco di Orvieto.

Ma se la piccola Orvieto riuscirà almeno ad entrare in partita dipende non solo da loro ma, ripeto, dall’impegno e dalla volontà di tutti test della capacità di formulare una proposta credibile da portare al Ministero degli esteri e successivamente alla presidenza del Consiglio, cioè da Di Maio e Conte. Noi abbiamo tutto l’interesse a provarci ed i documenti in regola per essere parte di questa negoziazione.» Lucia Vergaglia, ex capogruppo M5S città di Orvieto.