Furbetti del cartellino: conclusa l’udienza preliminare per undici indagati

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NewTuscia – VITERBO – Era il gennaio 2017 quando la maxi inchiesta della Procura di Viterbo era venuta alla luce, individuando, presso servizio di medicina trasfusionale del Belcolle, 23 indagati come “furbetti del cartellino”. I 23 dipendenti, secondo l’accusa, avrebbero gonfiato i propri stipendi per un totale di un milione e 300mila euro, avendo utilizzato il proprio badge per attestare le presenza sul posto di lavoro pur non presentandosi effettivamente.

A distanza di 2 anni dallo scoppio del caso, si è conclusa, di fronte al gip Rita Cialoni, l’udienza preliminare per undici indagati. Accolta la richiesta di patteggiamento della caposala Stefania Gemini (condannata a un anno e otto mesi di reclusione) e dell’impiegato Renato Mastrocola (condannato a otto mesi) con sospensione della pena e pagamento delle spese alla Asl di Viterbo, costituitesi parte civile.

E’ stato invece dichiarato estinto per prescrizione il reato del dottor Basilio Radini, essendo il capo d’imputazione riguardante condotte risalenti al 2011.

Il prossimo 14 aprile inoltre, andranno a processo davanti al giudice Roberto Colonnello, otto degli indagati, tra i quali la dottoressa Tiziana Riscaldati, dirigente del servizio di medicina trasfusionale.

Infine, sono stati rinviati a giudizio Teresa De Siena, Maurizio Trenta, Luana Benedetti, Rosaria Amato, Laura Taschini e Raffaele Pellecchia.

Ospedale Becolle