Le regioni italiane chiedono al governo maggiore coinvolgimento in materia di qualità dell’aria e lotta ai cambiamenti climatici

Incrementato il Fondo Sanitario Nazionale.

 Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un documento sul Disegno di Legge n. 1547 recante “misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria . Il testo è stato trasmesso dal Presidente Stefano Bonaccini, come contributo al dibattito parlamentare, a Vilma Moronese, presidente della 13° Commissione del Senato) e a Patty L’Abbate, relatrice del Disegno di Legge.

In sintesi la Posizione delle Regioni e delle Province autonome sul disegno di legge n. 1547, conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019 recante “misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/ce sulla qualità dell’aria e proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229”.

Il 15.10.2019 è entrato in vigore il Decreto Legge 14 ottobre 2019, n. 111 “Misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria e proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. (19G00125) (GU Serie Generale n.241 del 14-10-2019), attualmente in corso di conversione (Disegno di Legge n. 1547).
Il Decreto-legge, che si compone di nove articoli, prevede l’adozione da parte del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministero dell’Ambiente del “Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria”, da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Introduce inoltre alcune norme che “mirano a incentivare comportamenti e azioni virtuose programmando una serie di interventi multilivello, idonei a coinvolgere tutti gli attori responsabili”.

Sotto il profilo del metodo, alla luce del quadro normativo di riferimento in materia di qualità dell’aria e del principio di leale collaborazione, stante la natura trasversale della materia ambientale, si fa presente che, con riferimento al provvedimento in esame, il Governo non ha garantito un effettivo coinvolgimento delle Regioni e le P.A., tale da consentire alle stesse di formulare osservazioni organiche, concrete e costruttive utili per correggere i limiti che caratterizzano l’attuale impianto normativo. A tale riguardo si richiama quanto previsto dal quadro normativo vigente laddove, nell’ambito delle competenze definite dal Dlgs 155/2010, compete alle Regioni l’analisi dei superamenti dei limiti, l’individuazione delle relative cause e la definizione delle misure di risanamento.

Ciò, anche in considerazione di quanto previsto dall’art. 1 comma 2 del Decreto Legge in esame, in base al quale tutte le pubbliche amministrazioni conformano le proprie attività agli obiettivi indicati in materia di contrasto ai cambiamenti climatici e qualità dell’aria.

Le Regioni fanno presente che, pertanto, non appare pienamente rispettato, nella sua effettività, il principio di leale collaborazione tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, in quanto sarebbe stato auspicabile un maggiore coinvolgimento delle Regioni, sia nella fase genetica della redazione del provvedimento, che nel corso dei lavori parlamentari relativi all’esame del disegno di legge di conversione.

Nel merito dei contenuti del DL, da una disamina complessiva, le Regioni rilevano 6 aree di criticità considerate poi nel dettaglio dal documento: la disorganicità del documento, il  tema della qualità dell’aria, le misure per l’incentivazione di prodotti sfusi o alla spina, i cambiamenti climatici e il dissesto idrogeologico, la pubblicazione dei dati e, infine, la mobilità sostenibile.

Chiara presa di posizione, infine, delle regioni italiane sulle manovra finanziaria 2020: “Rispetto alla Legge di Bilancio poniamo quattro priorità fondamentali: trasporti, Patto Salute, ristrutturazione del debito, infine programmazione europea e fondo sviluppo e coesione”, lo ha dichiarato Donato Toma (Presidente della Regione Molise) che ha presieduto  la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. “Per quanto riguarda i trasporti e la mobilità già in due audizioni parlamentari abbiamo sottolineato che siamo di fronte a una vera emergenza rispetto alla quale occorre almeno salvaguardare il fondo nazionale dei trasporti, circa 5 miliardi di euro, che è già fortemente sottostimato per avviare da subito un percorso che ampli la dotazione finanziaria basando i criteri su virtuosità e fabbisogni standard.

Il capitolo Sanità – prosegue Toma – è fondamentale. Dopo l’Accordo con il Governo che ha consentito di blindare l’incremento del Fondo Sanitario Nazionale, l’aumento delle risorse per gli investimenti e la salvaguardia dei fondi per le politiche sociali, occorre arrivare urgentemente all’Accordo sul Patto Salute 2019-2021, la cui firma è stata recentemente prorogata al 31 dicembre. Un Patto che però non possiamo aggiornare perché manca ancora nella proiezione pluriennale della manovra il finanziamento per l’anno 2022. E’ auspicabile che nel Patto sia, fra l’altro, stabilizzata la crescita del Fondo Sanitario Nazionale in rapporto al PIL, siano ridotti i vincoli alle risorse e si dia avvio ad una nuova governance delle politiche relative al personale e alla spesa farmaceutica.

Guardando alla programmazione europea occorre una forte collaborazione fra Governo e Regioni per individuare le linee di azione prioritarie e i campi di intervento con l’obiettivo di un’accelerazione della spesa che consenta un maggiore sviluppo del Paese. Per far questo non serve la centralizzazione, ma al contrario bisogna affidare alle Regioni la leva della spesa, qualificandole come hub dei fondi europei di coesione.

Infine, bisogna proseguire sulla strada della ristrutturazione del debito. Per questo motivo, ha concluso il Presidente del Molise, sulla base dell’esperienza positiva maturata gli scorsi anni abbiamo deciso di presentare un emendamento che consentirebbe di implementare gli investimenti attraverso l’utilizzo dei risparmi”.

Il dossier relativo alle proposte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome contiene anche alcuni emendamenti finalizzati a velocizzare gli interventi per la ricostruzione post sisma ed è stato consegnato al Governo nel corso della Conferenza Unificata.