Piano regionale dei rifiuti 2019-2025, ne abbiamo parlato con l’on. Enrico Panunzi

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Stefano Stefanini

Nell’intervista concessa a chi scrive  e al collega Gaetano Alaimo, in onda questo fine settimana su Teleorte e visibile su www.teleorte.it  su www.newtuscia.it , l’on. Enrico Panunzi, vice presidente della Commissione consiliare Urbanistica, Politiche abitative e Rifiuti, su nostra sollecitazione, ha approfondito le finalità e gli obiettivi del nuovo Piano regionale dei Rifiuti che dopo l’approvazione in Giunta  regionale, verrà esaminato in Commissione consiliare.

Nei mesi scorsi e’ stato approvato dalla Giunta il Piano Rifiuti del Lazio 2019-2025  con i relativi termini di 60 giorni per le osservazioni e altri 30 giorni per le controdeduzioni, per poi approdare all’esame definitivo della Commissione e del Consiglio regionale, di cui fa parte l’on . Enrico Panunzi.

Ecco cosa prevede il Piano, questi gli obiettivi principali con cui viene definito il sistema dei rifiuti del Lazio nei prossimi 6 anni:     

  • sviluppo dell’economia circolare;
  • riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni Ambito Territoriale Ottimale provinciale;
  • introduzione del sub-ambito di Roma Capitale;
  • innovativo presidio industriale di Colleferro e raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025;
  • legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.

Sono previsti cinque ambiti territoriali ottimali, uno per ogni provincia. Per contribuire a colmare il gap impiantistico la Regione nel 2019 stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Politiche attive e nuovi investimenti permetteranno di favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell’economia circolare: accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per la riduzione degli imballaggi, contrasto del consumo della plastica monouso, introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio “che meno si inquina e meno si paga”, contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio (che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione).

Sarà incentivata la promozione dei centri per il riuso alla realizzazione dell’innovativo compound industriale di Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime secondarie, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

L’approvazione in Giunta del Piano rifiuti del Lazio rappresenta un fondamentale passo in avanti su una grande sfida di civiltà e sviluppo che stiamo conducendo assieme ad altre istituzioni, a partire dal Ministero per l’Ambiente e alla rete dei Comuni del Lazio, ma che coinvolge anche il tessuto produttivo, le associazioni, e naturalmente i cittadini.

Una grande alleanza tra Stato, istituzioni locali, imprese e cittadini per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente, sull’uso consapevole delle risorse.

“Non ci saranno più discariche come quella di Malagrotta perché il piano lo esclude e non ci saranno più luoghi dove verranno interrati i rifiuti. Si tratta, casomai, di individuare dei siti per conferire materiali trattati e non sono quelli che abbiamo conosciuto ai tempi di Malagrotta – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: la novità del piano è che possiamo dire con certezza che in questa regione non ci saranno mai più discarica di rifiuti tal quale. Quello di cui c’è bisogno sono siti di conferimento di materiali trattati e quindi inerti. Materiali trattati in impianti come quello di Colleferro”.

“O gli impianti necessari vengono realizzati dai soggetti pubblici oppure nelle aree compatibili individuate dalle Province, le cosiddette aree bianche, essi potranno essere realizzati dai privati – così Massimiliano Valeriani, assessore al ciclo dei rifiuti –  che ha aggiunto: per garantire però un concreto e doveroso equilibrio impiantistico è necessario definire un sub-ambito di Roma Capitale, nel quale prevedere l’autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento”.

Va ricordato il Piano Rifiuti Zero della regione Lazio, con obiettivi: Superare il modello della termovalorizzazione e delle discariche, privilegiando il compound industriale che ricava materie prime e seconde dagli scarti del Trattamento meccanico-biologico (Tmb), per ridurre così l’impatto sull’ambiente.

Le azioni intraprese:  – 84 milioni di euro per la raccolta differenziata.  Nel Lazio è passata dal 26% nel 2013 al 44,5%  2018  – 57,6 milioni di euro per realizzare impianti di compostaggio e isole ecologiche nei Comuni del Lazio –  4 milioni di euro per il Geoportale su informazioni urbanistiche per la semplificazione amministrativa –   2 milioni di euro ai Comuni del Lazio per acquistare tecnologie e strumenti capaci di tracciare il ciclo dei rifiuti –  1 milione di euro per realizzare impianti di videosorveglianza per prevenire discariche abusive e roghi tossici – introduzione della Tarip, Tariffa puntuale sui rifiuti, per cui “meno si inquina e meno si paga” –  riconversione del termovalorizzatore di Colleferro con la realizzazione di un presidio industriale per il recupero e il riciclo della Frazione Organica Stabilizzata (FOS) e degli scarti provenienti dai Tmb  –  approvato il nuovo piano rifiuti della Regione Lazio 2019-2025