Sentenza Tar su noccioleti a Grotte di Castro: le precisazioni degli Avvocati per l’ambiente

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NewTuscia – GROTTE DI CASTRO – Leggiamo la notizia riportata in data 29 novembre dai quotidiani locali

(Corriere di Viterbo in prima pagina con il titolo “ Il Tar annulla ordinanza anti noccioleti “ e “ le ordinanze contro la coltivazione delle nocciole sono state emesse da tutti i comuni attorno al lago di Bolsena “  e in pag. 9 il commento;  Viterbo news 24 : “ nuovi impianti di noccioleti, Assofrutti vince il ricorso contro il Comune”.

Sentiamo il dovere di fornire una corretta informazione al lettore sulle motivazioni e sul  valore  legale di questa Ordinanza  del TAR Lazio.

Lo facciamo in quanto Avvocati per l’Ambiente, impegnati professionalmente sul territorio nazionale con la diffusa Rete Legale di una nota Associazione Ambientalista per la quale abbiamo recentemente anche partecipato – insieme alle dieci più importanti sigle dell’ambientalismo nazionale – alla stesura delle osservazioni al PAN ( Piano Adattamento Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari – D.lgvo 150 del 14.8.2012) che il Ministero aveva richiesto individuandola come “ portatrice di interessi “ .

La notizia fornita dagli Organi di informazione (in specie  quella del Corriere di Viterbo a firma R.V.) attiene appunto alla tematica di cui si occupa il PAN in una  strategia di sviluppo ambientale sostenibile .

Il tema è fortemente dibattuto nel nostro territorio e coinvolge principalmente il settore della coricoltura che si sta delineando con le forme di una vera e propria monocultura (  nel solo viterbese –  fonte prof. Scapigliati docente Università Tuscia Dipartimento innovazione sistemi biologici agroalimentari e forestali – si sono già realizzati  – nel 2016 –  25 mila ettari di noccioleti con utilizzo di 449.162 chilogrammi di disserbante) a discapito del più sostenibile ed sano modello improntato alla biodiversità, indicato dalla Comunità Europea e dallo stesso  Piano Adattamento Nazionale .

A fronte di questi semplici elementi di conoscenza  è evidente che sia cresciuta la consapevolezza e la preoccupazione di chi vive il territorio, dei suoi amministratori, delle associazioni ambientaliste sempre più appoggiate dal mondo scientifico, medico, giudiziario, politico ed anche  imprenditoriale.

La notizia fornita sul Corriere di Viterbo, pur corretta nel suo dato saliente – per come viene enfatizzata e soprattutto commentata –  suggerisce però al lettore un effetto a catena ( la cd.” doccia fredda” )  nei confronti delle altre Ordinanze (  a rischio quindi di annullamento  ) adottate dalle Amministrazioni comunali del viterbese ( quelli del lago di Bolsena ma ricordiamo ve ne sono anche della zona lacuale di Vico ) che hanno regolamentato ( ma non proibito ) in maniera anche rigorosa e stringente la gestione degli impianti dei noccioleti  secondo il noto ed esclusivo  “ principio di precauzione” a tutela dell’ambiente e della salute umana.

Tale suggestione è del tutto errata.

Primo: L’ordinanza emessa in via cautelativa dal TAR appariva – almeno a noi avvocati – già scontata e pacifica considerando i gravi vizi procedurali in cui purtroppo è incorso il provvedimento comunale ( sia chiaro che il citato Comune ben potrebbe riproporla seppur con modalità diverse e proceduralmente corrette); Secondo: non ci sarà nessun effetto a cascata o di “doccia fredda “  sulle altre ordinanze adottate dai Comuni virtuosi del viterbese ( sempre che non siano incorsi in errori simili a quelli indicati ) che si sono fatti  portatori delle  preoccupazioni e delle crescenti istanze dei  loro cittadini .

Potrà interessare invece al lettore che l’ordinanza sospesa dal TAR era già zoppa in partenza ( frutto forse di eccessiva foga ) in quanto “ proibiva “ in maniera assoluta la realizzazione di impianti di noccioleti intensivi su tutto il territorio comunale (  configgendo così con il principio di rango costituzionale della libertà di iniziativa economica  espresso dall’art. 42Costituzione), a prescindere dal metodo di coltivazione che sarebbe stato usato (e quindi anche se fosse stato un noccioleto biologico o senza uso di fitofarmaci ! ).

E’ evidente che medesima sorte avrebbe avuto qualsiasi altra ordinanza comunale che  avesse erroneamente “proibito” ogni tipo di coltivazione, anche diversa da quella dei  noccioleti.

A questo originario vizio di impostazione sembra si sia aggiunta la mancanza di un’adeguata istruttoria sulla pericolosità ( sarebbe bastato allegare alcuni tra i numerosi dati scientifici/medici acquisiti  ) derivante dall’uso dei fitofarmaci.

Per tale semplice ragione non ci appare corretto l’aver rappresentato al lettore il provvedimento del TAR come un “un significativo riconoscimento in sede giurisdizionale “ per coloro che – come parte ricorrente Assofrutti – si è anche schierata pubblicamente a sostegno del sindaco di Caprarola, in aperta polemica con i suoi colleghi dell’alta Tuscia, che ha dato ripetute notizie giornalistiche della sua denuncia poi presentata presso la Procura della Repubblica di Viterbo ( leggiamo per il  supposto reato di procurato allarme )  nei confronti di coloro che – a vario titolo, amministratori comunali, responsabili di associazioni, scienziati, medici, cittadini comuni-  hanno evidenziato le problematiche di carattere ambientale e di salute,  che in quel territorio a  forte presenza di noccioleti, si sono già determinate e stanno viepiù determinandosi.

Per le medesime ragioni, vogliamo tranquillizzare il lettore nel senso che il provvedimento del TAR non produrrà nessun”  cambio di strategia “ da parte di chi, partendo dalla piena conoscenza del problema, cerca di far comprendere al mondo imprenditoriale/agricolo che si può fare ricchezza pur salvaguardando l’ambiente e la salute

 

             Avvocati per l’Ambiente

f.to Avv.Ottavio M.Capparella                              f.to  avv.Francesco M.Vincenzoni