Donne che corrono coi lupi in un ciclo di incontri alla biblioteca di San Lorenzo Nuovo

di Serena Biancherini

NewTuscia – SAN LORENZO NUOVO – Donne che corrono coi lupi, il libro della psicoanalista Clarissa Pinkola Estés declinato in un ciclo di sei incontri in biblioteca con la dottoressa Nikola Paulina Rejmak, laureata in lingue e culture moderne e laureanda magistrale in comunicazione pubblica.

Dalle 18.00 alle 19.00 i venerdì saranno dedicati agli incontri di letture previste nell’ambito del progetto “L’importanza della condivisione”, alla riscoperta delle pagine del noto best-seller che si intrecciano inevitabilmente a quelle della vita di donne che fanno della propria forza, composta di istinti e impulsi creativi, l’essenza autentica della femminilità che trascende la barriera di pregiudizi e limitazioni per tramutarla in uno schermo terso, imprescindibile però per non lasciarsi ferire.

Uno schermo dalle forme mutevoli in cui le impressioni si rifrangono in mille sfaccettature, ma attraverso il cui riflesso si possa guardare limpidamente dritto alla natura intrinseca della donna; trasparente abbastanza da lasciarsi attraversare da uno sguardo interiore, resistente tanto da cristallizzare nei contorni della figura che di volta in volta appare, la testimonianza dolce amara del rifrangere di ogni marea della storia personale.

Attraverso i racconti si dipana la spiegazione dei numerosi archetipi per raggiungere la concezione di donna nella sua interezza e rintracciarne l’aspetto più nascosto che fa da tramite tra l’istinto e il senso pratico.

La giovanissima dottoressa Nikola ha spiegato come questi incontri siano un percorso da affrontare per ritrovare, qualora fosse stato perduto, e rimanere in contato con quella parte che deve essere tenuta vigile, interpretata e costantemente allenata che rappresenta una guida e che chiamiamo la donna lupo, loba.

Lupo perché nel corso dei secoli, con il meraviglioso istinto per la libertà, la versatilità nell’adattamento e allo stesso tempo l’innato attaccamento alla prole, ha rappresentato e rappresenta l’animale che è stato inseguito, braccato e legato in una sorta di addomesticamento soporifero tale da scuotere via l’odore di polvere e terra di boschi ormai lontani. Il tentativo di relegarlo in una cattività che non tiene conto di una nascita esulante dalla volontà altrui, proprio come per le donne, lo ha circondato di un alone di paura per la sua mancanza di accondiscendenza.

Questo primo incontro ha fatto da introduzione al libro e al cammino che le donne presenti percorreranno nelle successive settimane per impadronirsi di una conoscenza che sgorgherà dalla profondità del corpo, della mente e dell’anima. Attraverso immagini, suoni, poesie e racconti che si approfondiranno di venerdì in venerdì, si apre la speranza di trasmettere ad altre donne la padronanza dei reconditi recessi della psicologia femminile.

Una cultura da tramandare da madre a figlia che aiuti a capire come rinascere dal guazzabuglio di emozioni e sensazioni disseminate nella vita e correre verso la libertà di essere se stesse senza l’obbligo di incarnare l’ideale concepito dall’immaginario altrui.

Il libro in se stesso non è un testo di facile lettura, per questo sono stati selezionati dei brani da analizzare e contestualizzare insieme ai presenti, uomini compresi, dato che hanno partecipato anche loro seppure in minor numero. Il primo in contro si è svolto alla presenza di un buon pubblico che ha saputo apprezzare lo spirito dell’iniziativa, partecipando con osservazioni e domande.