Convegno sulla corilicoltura a Caprarola: “Fare informazione corretta per lo sviluppo della nocciola e della Tuscia” (Foto e video)

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NewTuscia – CAPRAROLA – Successo per il convegno “Competenze emergenti nel settore corilicolo” svoltosi al Palazzo della Cultura di Caprarola. Il tema di fare informazione e formazione trasparente e veritiera nel settore corilicolo è stato il filo conduttore degli interventi dei relatori, coordinati da Fabio Notazio (coordinatore Fareambiente Viterbo), che si sono succeduti.

A fare da padrone di casa il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi, che ha fatto i saluti agli ospiti e commentato le modalità con cui viene presentato lo sviliuppo del settore della nocciola nell’area dei Cimini. “Abbiamo chiesto alla Regione di fare sperimentazione nel settore corilicolo nella valle di Vico –  ha detto il primo cittadino – ma ce l’hanno impedito. Avevamo chiesto di sperimentare per 5 anni, in piccole porzioni di territorio, la coltura avanzata della nocciola: questo avrebbe dato informazioni scientifiche sulla fattibilità o meno delle colture. Facendo così si va contro sia le legittima necessità di sviluppo agricolo locale e nazionale che contro un processo equilibrato di coltivazioni di qualità e non solo di quantità”.

L’agronomo Roberto Petretti, intervenuto dopo il sindaco Stelliferi, ha confermato le tesi del primo cittadino. “L’uso dei fitofarmaci – ha detto Petretti –  è nocivo se fatto in modo esagerato. Le esigenze dell’attività agricola moderna hanno cambiato le modalità di gestirle, cominciando dalla necessità di difenderci dai parassiti ed aumentare la resa. E’ significativo che il Tar del Lazio si è pronunciato pochi giorni fa in senso a noi favorevole annullando l’ordinanza di un Comune della Tuscia”.

Il presidente provinciale della Cia, Fabrizio Pini, ha spiegato come il corilicolo, se affrontato senza demagogia ma con la volontà di creare reddito agli operatori dei Cimini con prodotti di qualità e non solo di qualità, rappresenta una priorità per tutta l’economia locale ed italiana: “Il rischio – ha detto Pini – è quello di essere invasi da nocciole di bassa qualità della Turchia”.

Stefano Bianchi, presidente Foragri, ha parlato dei “piani di formazione che abbiamo messo in campo fino ad ora nel settore agricolo per decine di milioni di euro. Oggi la formazione nel settore agricolo necessità di figure riconosciute e formate: noi lavoriamo per questo. Abbiamo promosso tre piani formativi per la Tuscia per la certificazione delle competenze. Solo così anche i giovani possono tornare a lavorare nel Primario e il Viterbese produrre nocciole di qualità e competitive a livello nazionale ed internazionale”.

Grande riscontro ha avuto l’intervento del presidente nazionale di Fareambiente, Vincenzo Pepe, che ha voluto parlare di un ambientalismo intelligente e non solo “contro”. Pepe ha ringraziato l’impegno di Fabio Notazio nell’organizzazione del convegno e per l’interesse dei relatori del comparto della nocciola: “Dalla nocciola nasce un’ottima cioccolata – ha detto Pepe – e l’impegno del sindaco Stelliferi e di tutti coloro che si occupano di corilicoltura nei Cimini deve essere favorito e non stigmatizzato in modo demagogico: ne va dell’economia e del futuro di tutto un territorio”.

Hanno permesso l’organizzazione del convegno “Competenze emergenti nel settore corilicolo” il Comune di Caprarola, la Multimediaform, la Cia di Viterbo, Fareambiente e Formavitae.