Successo dell’Assemblea pubblica promossa a Viterbo dai sindacati sulla mobilità e il pendolarismo nella Tuscia

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Si è svolto ieri, 5 novembre,  presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo, in Via Saffi, il convegno “In –mobilità, pendolarismo e mobilità nella Tuscia”, con l’intervento delle rappresentanze sindacali, politiche, studentesche e con le associazioni dei viaggiatori pendolari della Tuscia.

Hanno aperto la riunione i segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, con le conclusioni affidate ai segretari regionali dei sindacati stessi. La relazione introduttiva ha messo a fuoco la situazione di arretratezza in cui versa la modalità del trasporto sia stradale che ferroviario. Sono intervenuti sindaci, studenti e docenti (per la mobilità scolastica), sindacalisti e responsabili di associazioni e comitati.

Il sindaco di Viterbo Arena ha proposto la formazione di un tavolo permanente formato da associazioni, comitati, sindacati, studenti che studi le proposte da rivolgere a chi ha il potere decisionale.

L’ intervento di Raimondo Chiricozzi, presente all’Assemblea in qualità di presidente del Comitato per la Riapertura delle Linea storica Orte- Capranica Sutri-Civitavecchia, si è incentrato sulla modalità ferroviaria con proposte rispetto la Viterbo Roma FFSS, Civitavecchia Orte, Circumcimina e Roma Viterbo Atac.

Per quanto riguarda la Viterbo Roma Atac tutti hanno respinto la possibile chiusura del tratto extraurbano e saranno prese iniziative immediate.

In sintesi è stata presa la decisione di rimettere in piedi la vertenza Alto Lazio che i sindacati fecero nel 1970, anche perché da allora nulla è cambiato.

Nei contenuti e delle conclusioni del Convegno promosso dai Sindacati  CGIL CISL e UIL è apparso determinante potenziare il quadro delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti in questo tratto di Italia centrale. Oltre al continuo potenziamento del servizio viaggiatori regionale, nelle sue varie direttrici verso la Capitale: Orte Firenze e Ancona, Toscana Tarquinia Montalto di Castro, Viterbo-Cesano- Roma, Viterbo-Civita Castellana-Roma- Roma Nord (con collegamento alla Linea Storica Civitavecchia-Capranica-Orte (ed auspicabile fermata all’Ospedale di Belcolle) e l’idea di realizzare un collegamento ferroviario ad Alta Velocità ad Orte, in grado di collegare il bacino Umbro e Laziale attraverso il nodo intermodale di Orte con l’Interporto Centro Italia per le merci, strategicamente rilevante per l’intero Paese.

I lavori per il completamento della  superstrada  Mestre-Ravenna-Orte- Viterbo Civitavecchia, ne sono un esempio chiaro che andrebbe esteso per completare il quadro manutentivo profondo alle Vie Consolari ed alle Ferrovie così dette  minori, anche con qualche decisione coraggiosa orientata alla finanza di progetto ed alle concessioni.

Senza un sistema infrastrutturale al passo con i tempi questa provincia ci è stato ripetuto sino all’inverosimile è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola, artigianale e piccolo industriale, gli impianti termali.

In particolare vanno individuare concrete strategie condivise, con un Tavolo che abbia “potere propositivo” nei confronti di chi programma e decide i programmi, per creare una dotazione infrastrutturale adeguata allo sviluppo “sostenibile” ed alle migliaia di viaggiatori pendolari – compatibile con le vocazioni “naturali, della tipicità agro-gastronomiche e turistico culturali, come  del Polo Universitario ” della Tuscia del futuro – valutando quanti posti di lavoro possono generare i cantieri di costruzione e manutenzione delle reti infrastrutturali e della messa in sicurezza del suolo.