Nostra intervista sulla Riscoperta e conservazione i monumenti della 1^ Guerra Mondiale presenti nei nostri comuni

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Dedicheremo la puntata di Fatti e Commenti in onda questo fine settimana su Teleorte, www.newtuscia.it Web Tv e www.teleorte.it alla riscoperta dei Monumenti della Prima Guerra Mondiale, con l’intervista condotta da chi scrive e da Gaetano Alaimo alla prof. Paola Paolessi  che ci fornirà notizie e documenti sulla realizzazione del monumento ai Caduti ed alla Vittoria nella Prima Guerra Mondiale.

L’ intervista sulla riscoperta e la conservazione dei monumenti della 1^ Guerra Mondiale presenti nei nostri comuni, rappresenta un invito a riscoprire brani di storia e di arte che ogni comune delle nostre città conserva.

A Orte il monumento fu realizzato dallo scultore Guido Calori che lavoro con gli artisti del Futurismo Boccioni, Balla e Severino, pure non aderendo al movimento.

Un “Museo dell’opera di Guido Calori”, sorto a San Gemini (Terni) per volontà degli eredi racchiude tutta l’esperienza artistica dello scultore.

Il monumento di Orte dopo una raccolta fondi che coinvolse tutta la popolazione fu inaugurato il 2 settembre 1925 e reca scolpita sulla parete retrostante una frase del poeta Fausto Salvatori, autore del testo de “L’Inno a Roma”, messo poi in musica dal compositore Giacomo Puccini.

Lunedì 4 novembre in tutti i nostri comuni verranno ricordati i caduti, i combattenti e reduci della Prima Guerra Mondiale, ricorrenza che quest’anno celebra i cento anni dell’anniversario della Vittoria.

Molto spesso si discute sulla mancanza di valori del tempo presente, di una cultura condivisa, di fiducia nel futuro. La risposta è quella di conoscere le pagine più eroiche e più drammatiche della storia d’Italia anche attraverso la conservazione e la ricerca sulla costruzione dei Monumenti che furono eretti per celebrare la Vittoria ma soprattutto il sacrificio di tanti giovani ragazzi, spesso inconsapevoli del dramma sella guerra.

Da più parti è emersa la necessità di riscoprire, conoscere e conservare i Monumenti presenti in ogni comune a ricordo del sacrificio di tanti uomini, in gran parte giovanissimi, morti o mutilati per portare a compimento l’Unità d’Italia con la conquista di Trento e Trieste e poetare a compimento il Risorgimento.

I Monumenti ai caduti ricordano anche le missioni di Pace ed il ruolo insostituibile delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, nelle varie specializzazioni, al servizio del Paese, in ogni fase di emergenza o di prevenzione e repressione dei reati e di tutela dei diritti e dei doveri dell’ordine democratico.  

 Ad Orte, per iniziativa dell’Università UNITRE delle Età, in collaborazione Comune di Orte e l’Associazione Nazionale Combattenti viene distribuito un dépliant, che illustra la storia del monumento tra l’altro testimonia anche l’impegno di molti cittadini alla manutenzione e conservazione del Monumento, in collaborazione con il Comune.

La vittoria ottenuta con grandissimi sacrifici di milioni di soldati – fra cui settecentomila caduti – l’impegno di tutta la nazione affinché la guerra giungesse ad una conclusione vittoriosa. È significativo che oggi di fronte ai nostri Monumenti, possiamo celebrare il 4 novembre riconciliati con gli ex nemici di allora, nella consapevolezza che valore, sacrificio e coraggio sono valori universali che uniscono e non dividono.

La memoria storica degli avvenimenti di chi ha combattuto: un messaggio di riscoperta concorde dell’Unità nazionale.

Il messaggio e la testimonianza dei giovani Combattenti, dei Cavalieri di Vittorio Veneto, è quello di collaborare, oggi, ciascuno nel proprio ruolo, alla crescita del nostro Paese, oltre gli episodi di corruzione e di malgoverno della cosa pubblica.

E la riflessione nel racconto tramandato alle generazioni dai nonni-combattenti, dai tanti Cavalieri di Vittorio Veneto, nel ricordare la gioia della Vittoria conseguita anche con il suo sacrificio, si faceva dispiaciuta nel constatare come il senso di amore verso la Patria ed il Tricolore si stava affievolendo, quando tanti giovani eroi erano pronto a dare la propria vita per difendere l’Italia e a la Bandiera che la rappresenta.

Oggi, a cento anni dalla Vittoria del primo conflitto mondiale, non dobbiamo dimenticare le sofferenze ed il valore dei Cavalieri di Vittorio Veneto, essi rappresentano la memoria storica che deve farci riflettere, la loro scuola di vita ed il loro sacrificio ci esorta a impegnarci su altre battaglie per costruire un futuro migliore per e con i giovani e l’Italia nella sua interezza.