Ecosistema urbano 2019 di Legambiente sulle città italiane più « verdi »

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Viterbo si classifica al 62 posto, precedendo le altre province del Lazio, in  media classifica dell’indagine “Ecosistema Urbano 2019” stilata da Legambiente .

Nella classifica nazionale Viterbo  è  preceduta da Lecco e seguita da Enna.

Delle province confinanti con la Tuscia,  Terni si attesta al 34 posto, Roma si attesta alla 89,  posizione, Rieti ottiene la  76 posizione, Latina la 98  e Frosinone la 92.

Nei primi posti Trento precede quest’anno Mantova, che si era classificata al primo posto nella classifica Ecosistema Urbano 2018.

Il capoluogo del Trentino raggiunge  il vertice della classifica  delle città più verdi d’Italia grazie al miglioramento nella qualità della sua aria, nelluso di trasporti pubblici e nellattenzione alla mobilità ciclabile.

Sono 18 i parametri, divisi in cinque macro categorie, utilizzati dalla classifica “Ecosistema Urbano 2019”.

Le macro categorie sono: qualità dellaria, rete idrica, mobilità, ambiente e rifiuti.

Tra i vari indicatori spiccano il numero di alberi, la concentrazione di PM10 nell’aria, l’offerta di trasporto pubblico e lo spazio occupato dalle piste ciclabili.

Nella prima metà della classifica “Ecosistema Urbano 2019” si trovano grandi città del Centro-Nord come Bologna (al tredicesimo posto), Firenze (ventiquattresima posizione), e Milano (che perde nove posizioni e si colloca al trentaduesimo posto), ma anche Comuni del Sud come ad esempio Cosenza (in quattordicesima posizione) e Teramo (al ventottesimo posto).

A chiudere la classifica “Ecosistema Urbano 2019” è Catania, mentre Siracusa e Vibo Valentia sono rimaste fuori dalle indagini per insufficienza di dati forniti. Male altri grandi centri urbani come Napoli (89^ posizione), Bari (87° posto), Torino (88^ posizione), Roma (89° posto) e Palermo (100^ posizione).

La città di Roma, recentemente, era apparsa nella Top 10 delle città più green al mondo in base al “Green City Index“, utilizzato dall’agenzia olandese TravelBird e riferito a 50 città diverse del mondo. L’analisi ha tenuto conto dell’estensione del verde urbano in metri quadrati disponibili per ogni abitante.

Il recente rapporto “Openpolis”, relativo all’Italia, aveva invece preso in esame, oltre ai metri quadri green disponibili per abitante, anche la spesa dei Comuni capoluogo di Regione per il loro verde cittadino. Il primo posto della classifica stilata in base all’estensione del verde cittadino era stato conquistato da Matera, mentre la città con la spesa maggiore per il verde e la tutela ambientale era risultata essere Venezia.

Ricordiamo che Ecosistema Urbano 2019 è realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, con il patrocinio del Comune di Mantova, della Commissione europea, del ministero dell’Ambiente e di Anci e Agende 21 locali italiane, e il contributo di Ecomondo e Ideaplast.

Come precisato nel comunicato di Legambiente nazionale, Sono  stati esaminati oltre 30mila dati, valutati in base a 18 parametri che determinano la classifica delle performance ambientali.

Gli indicatori parlano anche quest’anno di un’Italia che si muove in maniera disomogenea. Nel complesso migliora, ma sono tante le città in allarme smog o incapaci di assicurare un corretto ciclo dei rifiuti, si amplia il divario tra chi produce progressi nel trasporto pubblico e chi ha mezzi pubblici non adeguati alle esigenze di mobilità delle persone, restano piene di magagne le reti idriche, talora veri e propri colabrodo che disperdono nel nulla quantità enormi di acqua potabile, ci sono qua e là incredibili falle nella depurazione dei reflui fognari, una drammatica insicurezza stradale che lascia sul campo migliaia di morti e decine di migliaia di feriti ogni anno.

Si fa fatica a capire come mai alcune criticità (il tasso di motorizzazione ad esempio e quello che ne consegue in termini di congestione, aria inquinata, rumore, consumo di risorse e produzione di gas serra) non vengano affrontate con la giusta determinazione e altre siano ampiamente sottovalutate (la lotta ai cambiamenti climatici, interventi rapidi di adattamento e per la resilienza).

Vivacità e propensione al cambiamento, oltre a caratterizzare le città in testa alla classifica, si trovano tuttavia anche in altri centri urbani, limitatamente ad ambiti specifici. Cercando una chiave di lettura sintetica dell’andamento delle performance ambientali delle città, bisogna abbandonare le solite coppie nord/sud, centri urbani grandi/piccoli o ricchi e poveri.