L’Umbria s’è dest(r)a! Donatella Tesei e la Lega “stracciano” con oltre 20% di distacco il candidato del Pd e del M5s

Gaetano Alaimo

NewTuscia – PERUGIA – L’Umbria s’è dest(r)a! Vittoria storica per la Lega di Matteo Salvini, con un grande risultato anche di Fratelli d’Italia, alle Regionali in Umbria. Donatella Tesei è la nuova presidente della Regione Umbria, con il 20% sopra il secondo: Vincenzo Bianconi, appoggiato da Pd e M5s e altre 3 liste civiche. Venti punti percentuali di differenza (57,5% contro il 37,5% della coalizione formata da Pd e M5s) rappresentano non solo un’inversione ad U rispetto a 50 anni di storia targati sempre Sinistra ma, nelle proporzioni, una vera Caporetto per l’esperimento di governo gialo-rosso.

Che Matteo Salvini, che ha girato in lungo ed in largo la regione cuore di un’Italia colpita dal terremoto e dagli scandali di un Pd finito troppe volte sulle cronache per gli arresti sulla sanità, potesse fare il colpaccio, lo si era capito già dalla marea umana presente ad ogni suo comizio nelle terre umbre. Che, questo successo, potesse essere di queste dimensioni, certamente pochi se lo sarebbero aspettati. Una regione come l’Umbria che ha da sempre rappresentato uno dei feudi rossi, insieme a Emilia Romagna, Toscana e Marche, ora si ritrova nettamente a destra. Se si considera il quasi clamoroso 10, 4% di FdI, Lega più il partito della Meloni sfiorano insieme la maggioranza assoluta dei consensi.

Il voto è prima di tutto una forte risposta, come detto, agli arresti agli esponenti del Pd: un voto che ha voluto significare l’allontanamento di una larga parte di un elettorato tradizionalmente schierato, in parte ideologico, da quella parte di Sinistra che, con i fatti citati, ha profondamente deluso anche le più profonde convinzioni della gente schierata col Pd e la sinistra.

Altro fattore che ha causato questa debacle della prima (e forse ultima) esperienza di alleanza Pd-M5s è stato certamente l’effetto del Governo. Più che le prime misure intraprese dal nuovo esecutivo giallorosso, ancora tutte da decifrare, per tanti elettori umbri questa alleanza ha saputo di innaturale. Forse dettata solo dalla volontà di fermare Matteo Salvini e non un connubio chiaro e con un vero programma di sviluppo per il territorio regionale. E’ un’ipotesi ma, vista la proporzione della vittoria del centrodestra, non è così preregrina.

Nel centrodestra c’è stata la definitiva inversione di presenza al secondo posto: Fratelli d’Italia in Umbria ha lasciato il segno su una Forza Italia ridotta al lumicino con il 5,5%, praticamente la metà dei voti di FdI. Segno, questo, che non ha pagato la titubanza degli azzurri su molti temi, immigrazione e politiche economiche su tutti, mentre i meloniani sono stati visti come i più seri alleati di Matteo Salvini e fautori di una politica generale omogenea con la Lega.

In casa centrosinistra il crollo del Pd, assestatosi al 22,3% contro il 35,76% delle ultime Regionali che diedero la vittoria a Catiuscia Marini nel 2015 (con un distacco seppur non entusiasmante sull’allora candidato del centrodestra Claudio Ricci, che si fermò al 39, 27%), il dibattito è nato immediatamente usciti i primi dati virtuali che, di fatto, sono stati in in pieno confermati da quelli reali. Il partito che, fino a poco tempo fa, egemonizzava le tradizionali Regioni rosse, non è più egemone. Lo è la Lega che, dal 13,99% di appena 4 anni fa ha sfiorato il 40%. Il distacco dai temi reali e, di più, dalle piazze, degli esponenti del Pd, ha certamente aggravato questa situazione.

Per il Presidente del consiglio Giuseppe Conte, che aveva vociferato la non influenza dell’Umbria come test sul governo Pd-M5s, ora ci sarà sicuramente a cambiare idea. O, almeno, sarebbe auspicabile. Il M5s è stato devastato allo stesso modo del Pd: passa dal 14,55% a circa la metà dei consensi. Grillo e i suoi devono chiedersi se la chiusura del governo giallo-verde da parte di Matteo Salvini sia stato davvero un suicidio politico per il Matteo nazionale o, forse, un’arguta mossa da stratega politico per aumentare nel tempo il suo consenso e legittimare un futuro governo a tinte più ampie di verde.

Sono solo delle ipotesi ma saranno tutte, una per una, da analizzare da parte di Pd e M5s, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali dell’Emilia Romagna del 26 gennaio 2020. Lì, senza ombra di dubbio, il governo si gioca la continuità: uno smacco targato Matteo Salvini nella più forte e tradizionale roccaforte di sinistra e del Pd significherebbe, senza se e ma, che anche la fiducia a questo governo gli Italiani non la pongono. Se poi l’alleanza giallorossa non ci sarà, allora la Lega potrebbe avere ancora più campo libero…vedremo!

Guarda tutti i risultati delle elezioni regionali 2019 in Umbria:

https://elezioni.repubblica.it/2019/elezioni-regionali/umbria?refresh_ce&ref=RHPPLF-BH-I239367716-C8-P5-S1.8-T2