È in corso presso la Biblioteca del Palazzo dei Papi il work shop di Visituscia 2019

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Stefano   Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Le nostre eccellenze: la città dei Papi, i borghi medievali e rinascimentali, le terme, le città sotterranee, i laghi le emozioni di Maremma, la costa degli Etruschi, i Cimini, e la Teverina con le strade dell’enogastronomia.

Ieri sera con l’accoglienza dei partecipanti (50 seller – 20 buyer e numerosi esponenti della stampa specializzata), ha preso il via Visituscia 2019, seconda parte dell’evento che quest’anno rivolge una particolare attenzione allo “Slow Tourism” e al “Silver Tourism”. quest’ultimo dedicato agli ultrasessantenni.

Oggi, sabato 19 ottobre,  giornata clou della manifestazione,  è in programma  il workshop presso la Biblioteca Storica del Palazzo dei Papi di Viterbo (con inizio ore 10:00), dove il prodotto “Tuscia” sarà oggetto di trattativa tra Buyer e Seller.

“Si tratta di un appuntamento di notevole importanza, come dimostrato dai risultati ottenuti dalle scorse edizioni” – afferma Vincenzo Peparello, Presidente Confesercenti Viterbo e patron dell’evento –  “gli aspetti principali dell’edizione 2019 sono due : il Turismo Slow, ovvero il turismo che premia qualità ed esperienza , contrapposto a quello di massa ovvero mordi e fuggi, ed il Silver tourism, che si rivolge a quella fascia di età composta da ultrasessantenni; quest’ultima consente di visitare luoghi in perfetta linea con quanto richiesto dal MIBACT , e al quale Visituscia si ispira”.

“Visituscia, dunque, in questa edizione porrà l’accento sui luoghi della Tuscia, con particolare attenzione ai laghi, alla montagna ed alle riserve naturali” – a ribadirlo è Sergio Ferrari, Presidente FIPAC.

“Al workshop – dichiara – sono presenti operatori che commercializzano questo tipo di prodotti, inserti nel contesto Visituscia un club di prodotto, e quindi più di qualità che di quantità.”

Ricordiamo il programma di domani domenica 20 ottobre,  dopo il workshop  e una visita al museo de templari, i partecipanti alla manifestazione si trasferiranno a Tarquinia per visitare il museo e l’importante sito archeologico.

Domenica 20 ottobre, il gruppo in mattinata compirà una visita alla suggestiva area archeologica dell’Antica Città di Ferento , dopodiché raggiungerà Castiglione in Teverina, dove incontrerà le autorità e gli operatori del turismo enogastronomico, presso il Muvis , Museo del Vino più grande d’ Europa.

Un nostro commento, “Sulle sponde del Lago di Bolsena”, “In gita tra borghi e sagre viterbesi”, “Emozioni in Maremma”, “I Cimini nel segno dei Farnese” ed, infine, “Nella Teverina per i brindisi di eccellenza”.

Sono solo Cinque itinerari che raccontano i saperi e i sapori di una produzione di eccellenza che non vuole essere solo raccontata, ma trasmessa a quanti, italiani e stranieri, visitano la Tuscia. Particolare non trascurabile, la Guida indica anche dove questi prodotti possono essere trovati, degustati e acquistati rispondendo a quella esigenza fondamentale.   Promuovere i prodotti della Tuscia significa soprattutto promuovere i territori, perché ogni singola tipicità è indissolubilmente legata ad un ambiente di produzione. Il prodotto, quindi diventa esso stesso mezzo di divulgazione attraverso il quale presentare e far conoscere le caratteristiche culturali, storiche e paesaggistiche del Viterbese.

Quando si parla di Centri storici, come patrimonio da tutelare e valorizzare non si può prescindere dal collegamento tra Agricoltura, Ambiente e Paesaggio, che dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua varietà di unicità ambientali: i turismi di qualità.

Dal mare ai laghi, dalle colline alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo, sino al Rinascimento e all’archeologia agricolo-industriale di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati dal XVII al XX secolo.   Tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e istituzioni per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo, artigianale e piccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia, i Turismi di qualità.

Come più volte sottolineato, occorre lavorare per un migliore sistema infrastrutturale per non   perdere la possibilità di sfruttare utilmente le grandi risorse di cui dispone, le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola e gli impianti termali. 

Gli operatori economici, turistici e della ricettività ristorativo-alberghiera da tempo richiedono una infrastruttura immateriale adeguata, una rete tecnologica a banda larga che renda il territorio attrattivo e globalmente connesso.  Sul fronte del patrimonio artistico- culturale le amministrazioni comunali dovranno attuare azioni di rigenerazione e rinnovamento, per aumentare l’attrattività dei centri storici, anche attraverso l’attuazione di un processo di propagazione del polo universitario (Università diffusa), sulla base di un’esperienza positiva già realizzata in altre aree.