Agatha Raisin e il prestito fatale di M.C. Beaton

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di Federica Marchetti

NewTuscia – Creatura di M.C. Beaton, Agatha Raisin è un’investigatrice privata che vive e lavora a Carsely, un villaggio nei Cotswolds: donna dai discutibili gusti in fatto di cibo, abiti e uomini, fuma e beve troppo ma non sbaglia mai un colpo soprattutto se si tratta di un’indagine per omicidio. Ha debuttato in madrepatria nel 1994 e dal 2014 è la protagonista dell’omonima serie televisiva. In Italia pubblicata da Astoria, è alla sua ventiquattresima indagine, intitolata Il prestito fatale.

Ammetto di essere stata prevenuta nell’incontrare (letterariamente) Agatha Raisin, ennesimo personaggio inglese di romanzo poliziesco. Dalla serie televisiva la protagonista non ne esce né simpatica né carismatica e le storie sul piccolo schermo perdono tutta la loro irresistibile inglesità. Invece sulla carta i gialli della Beaton funzionano e soprattutto tengono il lettore incollato alle pagine. Sebbene le indagini non siano lineari, il lettore ha l’occasione di divertirsi nell’inseguire gli scombinati processi investigativi della Raisin che, a causa della sua arruffata vita privata, è scombinata anche quando segue una pista. Incontenibile e istintiva, sempre sopra le righe, la donna però è assolutamente convinta delle sue teorie e le verifica fino in fondo risolvendo ogni caso.

Nell’ultimo romanzo tradotto in Italia (da Astoria edizioni) Agatha Raisin e il prestito fatale la donna deve vedersela con un villaggio ostile che vuole ostacolare la risoluzione di una serie di avvelenamenti avvenuti attraverso il vino di sambuco. L’intera popolazione di Piddlebury nasconde, mente e manipola affinché le indagini di Agatha falliscano miseramente. Con l’aiuto dei suoi assistenti, la detective privata più goffa e grottesca della più recente letteratura poliziesca non si arrende nemmeno per un attimo nonostante le figuracce e le cadute di stile. L’indagine parte della morte di Gloria French, un’invadente e discutibile vedova che ha la brutta abitudine di prendere in prestito roba dagli altri senza restituirla anzi negando di averla mai ricevuta.

Il personaggio della Raisin non è affatto simpatico e anzi il lettore si troverà a storcere il naso ad ogni sua battuta senza, però, restare indifferente di fronte al genio deduttivo e all’istinto che ha fatto della donna un’abile detective ormai da diversi anni (e romanzi). Il ritmo, la cifra stilistica, la psicologia, le trame sono così irresistibili da rendere necessario leggere tutte le altre sue storie con Agatha a partire dal Primo caso di Agatha Raisin (racconto lungo pubblicato da Astoria nel 2016). Qui la ventiseienne di Birmingham, sposata infelicemente con Jimmy, lavora come segretaria in un’agenzia di pubbliche relazioni di una dispotica principale. Un giorno però riceve l’incarico di difendere i rapporti con la stampa di un celebre banchiere d’affari sospettato di aver ucciso la sua giovane moglie. Agatha si impegna nell’impresa e riuscirà a risolvere il primo caso di omicidio cambiando radicalmente la sua vita.

M.C. Beaton (al secolo Marion Chesney) è nata a Glasgow nel 1936. Con questo pseudonimo firma polizieschi ma con altri è autrice di romanzi storici. Ex libraia, poi giornalista prima di moda e poi di cronaca nera, ha vissuto negli Stati Uniti ma ritornata in patria, si è consacrata ai gialli. Autrice di una prima serie con Hamish Macbeth, successivamente ha creato Agatha Raisin.