Dal Santo Sepolcro in cripta con musiche lungo la via Francigena

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NewTuscia –  VITERBO – Reinterpretare la via Francigena si può. Il secolare cammino dei pellegrini diretti nei luoghi santi entra nel nostro territorio attraverso Acquapendente che offre ai viaggiatori, nella sua  Cattedrale del Santo Sepolcro, parroco Don Enrico Castauro, il sacello riproducente il S.Sepolcro di Gerusalemme. Al suo interno, in un tabernacolo, sono  incastonate le pietre che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta l’iscrizione in latino posta nel muro davanti l’ingresso del sacello stesso.

E’ di Romano Gordini, Direttore Artistico, l’iniziativa “Francigena in musica” che domenica 6 ottobre ha fatto registrare una inaspettata affluenza di pubblico nella chiesa di San Sisto in Viterbo.

Il Progetto, accolto dalla Parrocchia di Acquapendente, è supportato dall’amministrazione comunale e dall’Associazione Culturale “Arisa – via Francigena” di Acquapendente.

Per l’alto valore artistico, storico e religioso ha ottenuto il patrocinio della delegazione viterbese dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

L’edizione  2018 ha presentato concerti di Mozart nei luoghi dove il padre Leopold e il figlio Amadeus si fermarono durante il loro viaggio che fecero nel 1770 in Italia verso la Città eterna, per assistere ai riti della settimana Santa presso la Cappella Sistina.

Con l’edizione 2019 si scende in cripta con, appunto, “Un viaggio nelle cripte” per raccontare, scoprire e valorizzare le cripte e le chiese stesse.

Sei sono le cripte individuate nei comuni di Abbadia San Salvatore, Acquapendente, Bolsena, Montefiascone, Sutri e Viterbo, appunto, quella della chiesa di San Sisto.

Quattro le Diocesi di competenza: Montepulciano-Chiusi-Pienza, Viterbo, Orvieto-Todi, Civita Castellana.

Nobile e apprezzato il riferimento in apertura per ricordare la benedizione in “articulo mortis” del Vescovo di Viterbo ai Facchini, in occasione del trasporto della Macchina, e dedicare il concerto a santa Rosa.

Il Coro Francigeno, motore del progetto, composto da  circa quaranta elementi, lungo il percorso francigeno si apre e si fonde con altre realtà corali locali. E così è avvenuto, lo vedremo, anche a Viterbo.

Dopo una presentazione storico-architettonica della chiesa e della cripta di San Sisto da parte dell’architetto professor Renzo Chiovelli, storico, ecco l’invito a lasciare temporaneamente i banchi per scendere in cripta, dove una sezione del coro Francigeno si è esibito nel canto gregoriano con quattro brani caratterizzanti la settimana Santa, trovando nel luogo sotto l’attuale altare la migliore acustica e raccoglimento.

Si è poi tornati seduti in chiesa per la seconda parte del concerto con musiche di Bach, inerenti l’epoca del rifacimento della chiesa, con il Violoncellista Cristiano Bellavia.

Nel terzo momento del concerto si è inserita, nel Francigena Musica, la Corale Polifonica “S. Giovanni” di Bagnaia diretta da Maria Loredana Serafini, per proporre un repertorio musicale sacro che va dai brani di Cesar Franck  a Cesare Dobici (viterbese) a Georges Bizet. Soprani Valentina Aquilanti e Barbara Giannetti. Organista il M° Ferdinando Bastianini.