Se passano le osservazioni delle principali organizzazioni nazionali ambientali, vita dura per inquinatori e sindaci compiacenti

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NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. Si è chiusa martedì 15 la consultazione pubblica della bozza del nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, con un appello delle 11 maggiori Associazioni nazionali ambientaliste e dell’agricoltura biologica, tra cui Accademia Kronos,  per un cambiamento delle regole di utilizzo dei pesticidi nel nostro paese, in grado di assicurare concretamente la riduzione della dipendenza dell’agricoltura e della gestione del verde urbano dai prodotti fitosanitari ed un loro utilizzo sostenibile, come richiesto dalla Direttiva 2009/128/CE.

Nella nuova visione di un’operazione vasta di interesse nazionale volta esclusivamente a tutela della salute umana, anche Accademia Kronos risulta coinvolta in prima linea nella difesa della salute umana a differenza di chi invece come primo cittadino dovrebbe essere il “porta bandiera” nella tutela dell’integrità fisica delle persone.  Accademia Kronos è molto attenta alle vicende del territorio viterbese, oggetto di un non celato tentativo di stravolgimento del territorio naturale nell’introduzione della monocoltura intensiva del nocciolo  che, come è noto, ha bisogno di un uso eccessivo di fitofarmaci dannosi all’ambiente e alla salute umana. Se ne facciano ragione coloro che invece di impegnarsi a tutelare la salute dei propri cittadini, addirittura minacciano di denunciare per procurato allarme chiunque con buon senso contrasti questo irresponsabile modo di avvelenare il suolo e l’aria con fitofarmaci letali. A queste persone ricordiamo di essere ancora e per fortuna in una Repubblica libera dove chiunque può esprimere dissensi soprattutto  nei confronti di amministratori pubblici. Infine, sempre a questi signori, certamente non farà piacere sapere che molto probabilmente tra breve nelle are di protezione ambientale sarà vietato usare prodotto che compromettono la salute dell’ambiente in genere, delle persone e degli animali.

Le 11 Associazioni con le loro osservazioni inviate nell’ambito della consultazione pubblica modifiche alla bozza del nuovo Piano al fine di garantire regole certe e cogenti chiedono:

  • Dare effettiva priorità all’agricoltura biologica e individuare obiettivi quantitativi più ambiziosi in termini di percentuali di riduzione di tutti i prodotti fitosanitari perché vi sia un reale effetto sulla salute e sull’ambiente, anche in base al principio di precauzione.
  • Ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e per gli agricoltori e loro familiari fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche non inferiori ai 15 metri per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale.
  • Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette vietare l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti.
  • Vietare l’uso dei pesticidi in città adottando tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole, rete viaria e ferroviaria, con particolare attenzione al verde pubblico e privato e manutenzione degli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città.
  • Prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017.
  • Nelle aree di rispetto dei punti di captazione di acque da destinare al consumo umano, i piani previsti dall’art. 94 del D.LGS 152/2006 devono prevedere il divieto di utilizzo di concimi e pesticidi chimici, consentendo esclusivamente l’uso dei metodi di coltivazione e dei prodotti consentiti dai disciplinari dell’agricoltura biologica.
  • Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo e rafforzare il sistema sanzionatorio, attribuendo competenze specifiche ad ISPRA e Carabinieri Forestali.

Il nuovo PAN Pesticidi coerentemente con la normativa europea deve creare le condizioni affinché il ricorso ai pesticidi tossici e nocivi sia consentito solo dopo avere adottato pratiche agroecologiche alternative all’uso dei prodotti chimici di sintesi, come già avviene in agricoltura biologica.

Le Associazioni, inoltre, auspicano, che il dialogo dei Ministeri con tutti i portatori di interesse non si chiuda con la fine della consultazione pubblica ma possa prevedere ulteriori momenti di confronto e lavoro congiunto.

L’approvazione del nuovo PAN pesticidi sarà una vera cartina tornasole, un indicatore oggettivo della reale volontà politica dell’attuale Governo di attuare anche per l’agricoltura italiana quel Green New Deal annunciato nei programmi per una concreta transizione ecologica dell’economia che vede nell’agricoltura biologica e nel mondo ambientalista alleati necessari.