Bracciante sfruttato si ribella, lo aggrediscono in tre

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NewTuscia – VITERBO – Ritmi di lavoro insostenibili, dodici ore al giorno e senza paga da mesi: si è svolta oggi la conferenza tenuta dalla procura di Viterbo.

Un bracciante extracomunitario addetto alla vendemmia il pomeriggio del 5 giugno a Gallese è stato picchiato da tre persone che all’uscita del bar dove l’uomo aveva incontrato il principale, a cui aveva chiesto la paga che non arrivava da tempo, lo avrebbero seguito e caricato su un furgone per poi aggredirlo. Il dipendente, assunto senza regolare contratto, è finito in ospedale con tre costole rotte e 20 giorni di prognosi.

Non è certo se il datore di lavoro fosse coinvolto nella faccenda o se gli aggressori abbiano agito da soli. Adesso sono stati stabiliti gli arresti domiciliari per i tre con l’accusa di lesioni aggravate e sequestro di persona.

Non è l’unico caso di sfruttamento nella zona in questo periodo, altri due molto simili sono stati conclusi da poco, per un totale di 5 persone finite agli arresti domiciliari, una di Viterbo, proprietaria di un casale in cui è intervenuta anche la Asl per le condizioni igieniche pessime dovute all’assenza di acqua potabile, energia elettrica o finestre, e in cui quattro lavoratori erano sfruttati nella pastorizia; una di Acquapendente, dove i carabinieri avevano scoperto che dei lavoratori extracomunitari venivano fatti lavorare dodici ore al giorno senza ferie e per una paga irrisoria; e tre a Gallese, questi ultimi accusati anche di lesioni.

Come dimostrano queste situazioni, si è sottolineato durante la conferenza stampa, sono stati presi di mira stranieri in condizioni di bisogno, costretti ad accettare le condizioni più gravose perchè magari in Italia senza permesso di soggiorno e spaventati di poter essere rimpatriati.

Il lavoro di sinergia tra carabinieri e ispettorato del lavoro è stato gestito dal nucleo per la tutela del lavoro dell’Arma a Viterbo sotto la guida dal maresciallo Masci. Un traguardo importante ma, come sottolinea il procuratore capo Auriemma, c’è ancora molto lavoro da fare, nei settori della pastorizia e dell’agricoltura come in altri.